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Caltanissetta, la piscina comunale resta ancora chiusa dopo quasi 3 anni

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CALTANISSETTA – Resta ancora chiusa la piscina comunale di via Rochester. Una lunga querelle, quella tra il Comune e la ditta Sport Service Srl di Modica (che si è aggiudicata la gestione della struttura) per cui si cerca da tempo una soluzione. Ennesimo capitolo della querelle tra il Comune capoluogo e la ditta aggiudicataria della gestione. Con l’impianto ancora chiuso al pubblico, a farne le spese sono tutti gli appassionati di nuoto.

Facciamo un resoconto, noi di USPL Unione Sindacale Per La Libertà, di ciò che NON è stato ancora fatto e ricostruiamo questo iter che sta perdurando da troppo, troppo tempo.

Ben 2 anni fa, l’Amministrazione comunale ha infatti pubblicato all’albo pretorio il provvedimento di revoca della determina dirigenziali n.195 del 23 agosto 2018 con cui si aggiudicava alla Sport Service la gestione in regime di concessione della piscina e la determina dirigenziale n.177 del 5 maggio 2019 con cui era stata dichiarata efficace l’aggiudicazione. Una revoca che era stata proposta dal Comune a maggio di 2 anni fa, ma dopo varie vicissitudini l’Ente ha riavviato la procedura con la notifica alla ditta e l’esplicitazione che contro il provvedimento è ammesso ricorso amministrativo in opposizione entro 30 giorni; ricorso giurisdizionale entro 60 giorni al Tar di Palermo oppure in via alternativa il ricorso straordinario al presidente della Regione entro 120 giorni dalla notifica. (Continua a leggere dopo la foto)

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Una determina che ripercorre la vicenda. “Espletate le procedure propedeutiche alla stipula la ditta Sport Service è stata invitata più volte – come si legge – a firmare il contratto. A seguito dell’ultima convocazione nel mese di febbraio la ditta ha ribadito, con nota scritta protocollata al Comune, l’avvenuta risoluzione del contratto per motivi di grave inadempimento da parte dell’Amministrazione come già comunicato nel dicembre del 2019, diffidando l’Ente alla restituzione di quanto già versato a titolo di cauzione”.

La ditta inoltre nel mese di maggio ha contestato con nota scritta all’Amministrazione “enormi discrasie nella manutenzione dei locali rispetto alla situazione riscontrata nel sopralluogo di presa visione dei luoghi avvenuto nell’ottobre del 2018 e di non aver intrapreso alcuna attività utile a porre rimedio a tali mancanze che di fatto non rendono la struttura fruibile”. Da parte sua l’Ente, in una relazione dello scorso 10 giugno a firma del dirigente della direzione lavori pubblici, ha ricostruito la cronologia dei sopralluoghi e delle valutazioni tecniche sulle condizioni dell’impianto.

“Alla ditta Sport Service – si legge – è stato consentito di visionare l’impianto nel suo complesso in data antecedente lo svolgimento della gara. Quanto segnalato in data 16 luglio 2019 è stato analizzato e prontamente è stato evidenziato alla ditta e ai suoi collaboratori tecnici che le condizioni dell’impianto erano sostanzialmente le stesse a quelle rilevate al momento del sopralluogo. Infatti sono stati segnalati quei fenomeni di vetustà tipici di una struttura che ha ormai vent’anni e che non potevano improvvisamente manifestarsi negli ultimi mesi atteso che sono dovute al normale uso dell’impianto”.

“Nel mese di agosto e settembre 2019 – viene evidenziato ancora nel documento – si sono svolti sopralluoghi proprio per individuare quei percorsi tecnico-amministrativi per superare le difficoltà mostrate dalla Sport Service per avviare l’attività sportiva. Ciò ha comportato scambio di valutazioni tecniche alla luce proprio delle previsioni del capitolato d’oneri che permettevano di poter fare effettuare degli interventi di manutenzione straordinaria al gestore con successivo scomputo dal canone di locazione”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il Comune da parte sua, per venire incontro alle esigenze manifestate dalla ditta e al fine di poter rendere un servizio pubblico alla cittadinanza, si è assunto l’onere di manutenzione necessari (mai terminati fino ad ora) per avviare l’utilizzo della struttura. “La mancata sottoscrizione del contratto – si legge nella determina – non è dovuta a motivazioni tecniche ma, si ritiene, a successive valutazioni della ditta circa la convenienza economica nella gestione dell’impianto che inizialmente non aveva considerato”.

Tre anni fa, quindi, la piscina comunale di via Rochester (intitolata all’ex sindaco e presidente del Coni Raimondo Collodoro) si apprestava a chiudere i battenti perché era in scadenza il contratto di gestione con la società Swimming di Antonio Russo e visto che, a seguito di una gara d’appalto nel frattempo espletata, dall’1 luglio era previsto il subentro del nuovo gestore, la Sport Service di Modica, aggiudicataria della gara d’appalto per cinque anni in cambio dei quali il Comune avrebbe introitato 65 mila euro l’anno. Sono note le successive vicissitudini che hanno portato alla rescissione dell’accordo precedentemente raggiunto. L’aggiudicatario chiese che, prima di subentrare, il Comune provvedesse ad effettuare alcuni lavori strutturali, assumendosi a sua volta l’onere di eseguirne altri (da scomputare dal canone previsto) in modo tale da creare tutte le condizioni per ottenere le autorizzazioni necessarie per l’avvio dell’attività.

Ad un certo punto però anche questo accordo “saltò” perché – sostenne la Sport Service – il Comune tardava ad avviare i lavori concordati. Da Palazzo del Carmine venne obiettato che il ritardo era stato determinato dal fatto che per un certo periodo, a seguito di un danneggiamento messo in atto dai vandali, l’impianto era rimasto a disposizione della Polizia per lo svolgimento delle indagini. Alla fine comunque – e siamo alla vigilia del lockdown – mentre il Comune provvedeva a fare eseguire le opere di sua competenza, l’accordo saltò definitivamente. Non si ha notizia, al momento, di una eventuale azione legate intrapresa dal Comune nei confronti della società sportiva per il risarcimento del danno causato a seguito della rinuncia all’accordo. Né pare sia stato definito ancora il nuovo bando di gara per l’aggiudicazione ad un nuovo gestore, perché altrimenti della procedura ultimata si sarebbe avuto riscontro nell’Albo pretorio dell’ente. Tutto questo, inevitabilmente, ha scatenato e continua a scatenare polemiche.

L’ultima è innescata dall’ex gestore Antonio Russo che su facebook rileva: «Come mai ad oggi la piscina comunale di Caltanissetta resta ancora chiusa? Gli “agonisti” che devono allenarsi ogni giorno sono costretti ad affrontare decine di chilometri per allenarsi con inevitabili sacrifici economici dei loro genitori. Gli amatori del nuoto, per il piacere di nuotare, devono affrontare trasferte, lasciando “economia” ai paesi vicini. I ragazzi diversamente abili, restano abbandonati a sé stessi senza nessuna notizia di inizio attività (in merito non si capisce perché il progetto della 328, alla data odierna non sia ancora partito)»

Petitto (PD): Non è vero che sono stati spesi 40000€

Infine nel 2021, dopo che il sindaco Roberto Gambino per bocca di Caracausi, ha dichiarato di aver speso 40000€ per la piscina, la Petitto (PD) ha dichiarato che “Non è vero che sono stati spesi 40mila euro”.

A smentire l’amministrazione Gambino e in particolare l’assessore Caracausi, sarebbe una nota dell’ufficio tecnico.

Il sindaco Roberto Gambino e la sua giunta hanno perso, ormai definitivamente, la loro “dignità politica ed istituzionale” nei confronti della città!

È quanto afferma in una nota Annalisa Petitto, consigliere comunale del Pd. Non è più tollerabile, in nessun modo e per nessun motivo, che i cittadini nisseni ed i consiglieri comunali che li rappresentano vengano presi in giro così! L’amministrazione Gambino, per “bocca” del suo assessore allo Sport Fabio Caracausi, nel corso della seduta della V commissione consiliare del 31 agosto 2021, ha dichiarato testualmente: “Per quello che riguarda le condizioni della piscina voglio sol ricordare che tra il dicembre 2019 ed il gennaio 2020 sono stati fatti lavori per circa 40.000 euro, lavori ordinari chiaramente, all’interno della piscina proprio per sistemare quelle che erano le vasche che avevano piastrelle che erano saltate, rinfrescare i muri ed una serie di lavori che sono stati fatti di ordinario. Non è mancata l’ordinarietà. Quello che può mancare adesso è la pulizia esterna…”. (Continua a leggere dopo la foto)

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L’ufficio tecnico del Comune di Caltanissetta, con nota prot. 136908/2021 del 9 novembre 2021, in riscontro all’esplicita richiesta pec da me formulata in merito alla trasmissione di tutti gli atti e/o provvedimenti inerenti i lavori e le spese di manutenzione ordinaria sull’impianto della Piscina, ha attestato: Con riferimento alla sua richiesta relativa al rilascio degli atti e/o provvedimenti inerenti le spese di manutenzione ordinaria effettuati dal maggio 2019 e sino al settembre 2021 si comunica che questo ufficio non ha eseguito alcun intervento. È chiaro che l’assessore Caracausi ha platealmente preso in giro tutta la città!

L’ufficio tecnico ha unicamente certificato i lavori straordinari del febbraio-maggio 2020, a seguito degli atti vandalici posti in essere tra il 2019 e il 2020, e i cui importi sono stati rimborsati dalla Compagnia di Assicurazione. Il 27 agosto 2021 avevo denunciato pubblicamente a mezzo video e foto lo stato di abbandono totale, di incuria e di degrado in cui versava la piscina presso cui mi ero recata per un sopralluogo a fronte del furto di rame dai fili dell’impianto elettrico e di cui la stampa aveva dato notizia il 25 agosto 2021.

Lì, avevo trovato le porte aperte dell’ingresso principale di via Rochester, assenza di ogni qualsivoglia forma di sorveglianza e la più oscena incuria all’interno dell’impianto: pavimenti divelti, vasche abbandonate, scale senza passamano, muffe e scempi vari in tutti i locali di cui consta l’impianto che tutto appariva tranne che un impianto curato negli ultimi due anni con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Oltre alla pubblica denuncia, formulavo apposita interrogazione al Sindaco: era il 27 agosto 2021 ed ancora oggi, dopo due mesi e mezzo, attendo la risposta scritta da parte del sindaco Gambino così come attendo che venga pubblicato sul sito ufficiale del Comune il verbale del 31 agosto 2021 ove l’assessore allo sport è stato audito sul “CASO PISCINA”, affermando, falsamente, di avere espletato lavori di manutenzione per 40 mila euro, dal 2019 al 2021, verbale non ancora pubblicato sebbene letto ed approvato alla seduta del successivo 3 settembre 2021.

Oggi, almeno, si comprendono le deprecabili motivazioni per cui non è stata ancora data risposta alla mia interrogazione, È stato pubblicato l’atto ufficiale della seduta della commissione consiliare del 31 agosto 2021 di cui ho dovuto, necessariamente, richiedere l’inoltro della registrazione video audio, da oggi in mio possesso! Ebbene, tirando le fila, neanche un euro l’amministrazione Gambino ha speso per la manutenzione ordinaria della piscina comunale, chiusa ormai da più di due anni e mezzo, e questo nonostante le bugie che l’assessore allo sport ha proferito in commissione nel vano tentativo di paventare una competenza che non ha.

Tale e tanta indifferenza, superficialità, incapacità ed arroganza politica, oltre a offendere ulteriormente la comunità nissena e il consiglio comunale nelle sue articolazioni, ha comportato quello stato di abbandono allo stato puro della nostra Piscina Comunale, testimoniato a settembre dal video denuncia e dalle foto. Ed è in quello stato che il nuovo concessionario l’ha ricevuta!! Non serviva essere un tecnico esperto per capire che nessuno si era preso cura di un gioiellino di impianto così fondamentale per la vita dei nostri bambini, dei nostri anziani, dei nostri disabili, delle nostre donne in gravidanza, dei nostri atleti, dei nostri nisseni!!!

E non servono navigati politici per chiedere che il Sindaco Roberto Gambino, che si avvale di un assessore allo sport di tale spessore, si dimetta o comunque incoraggi l’assessore Caracausi alle dovute, opportune ed urgenti dimissioni e ciò nell’auspicio che tale delega venga conferita a chi, quanto meno, abbia senso di responsabilità, di sincerità e rispetto nei confronti dei cittadini nisseni.

Quando allora questa piscina potrà riprendere il suo regolare servizio, così necessario ad una città?!?

NOI DI USPL Unione Sindacale Per La Libertà PRETENDIAMO UNA RISPOSTA con dei tempi che poi vengano RISPETTATI!

Questa città, oramai nel più completo degrado e abbandono, ha bisogno di una guida e una ripresa generica REALE, non di chiacchiere e falsi miti e noi di USPL siamo nati per ridare voce ai cittadini!

A farne le spese nella vicenda i nisseni, privati dell’utilizzo della struttura che rimane ancora chiusa al pubblico.


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