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Tutte le ultime notizie sul Green Pass (18/03/2022): con la fine dello stato di emergenza dal 31 marzo, il green pass va tolto subito!

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Non ci sorprende il fatto che lo Stato, anche se dopo il 31 Marzo finisce lo Stato di Emergenza, non abolisca completamente il Green Pass, ma che affermi che “andranno per gradi verso l’eliminazione”. Noi di USPL pretendiamo invece che il green pass cessi di esistere in concomitanza con lo stato di emergenza, strumento nato apposta per questa condizione e che deve cessare di esistere alla sua fine! Leggi l’articolo per saperne di più!

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COSA RAPPRESENTA IL GREEN PASS E PERCHÈ DEVE ESSERE ELIMINATO? TE LO SPIEGHIAMO NOI!

Con quale coraggio il Governo continua a sostenere quest’inutile e dannosa misura, che colpisce la libertà di ognuno di noi e la nostra economia, mentre il resto del mondo ha abbandonato, o quasi, ogni genere di restrizione?

Il Green Pass non va esteso: va eliminato totalmente. Subito. (Continua a leggere dopo la foto)

green pass

Noi di USPL denunciamo la estrema e pericolosissima strumentalizzazione di principi giuridici complessi quali la proporzionalità nelle scelte politiche sanitarie o il bilanciamento tra diritti costituzionali che, inquinati da interpretazioni frutto di meri rapporti di forza, vengono utilizzati per giustificare il trasferimento di poteri di polizia in capo a soggetti del tutto privi di qualifiche.

Il bilanciamento tra i diritti coinvolti e la proporzionalità delle misure da adottare, al fine di perseguire un qualunque obiettivo in tema di salute collettiva, sono appannaggio del legislatore e della giurisdizione.

Mai bisognerebbe dunque generare confusioni ricoperte di retorica giuridica che rischiano di autorizzare categorie di cittadini senza alcuna legittimazione a ergersi a depositari di scelte “giuridiche” su libertà civili inalienabili quali la mobilità sul territorio, l’accesso ai servizi e più in generale il perseguimento del pieno sviluppo della persona umana sancito dall’art. 3 Cost.

Per fortuna il Garante per la Protezione dei Dati personali ha già avuto modo di esprimersi al riguardo dichiarando il green pass costituzionalmente “irricevibile”.

Chi, avvalendosi della propria fama di giurista, si presta a legittimare un sistema che elargisce libertà fondamentali solo a condizione che si sia detentori di un “pass” e così facendo rinuncia a denunciare l’obbrobrio costituzionale in corso, non contribuisce all’edificazione di una società giuridicamente sana, nella quale mai può spettare al controllore ferroviario, al negoziante o al poliziotto la scelta sul se far accedere o meno un libero cittadino a servizi anche essenziali.

Fine dello stato d’emergenza Covid? Le parole di Draghi rivelano un’altra inquietante verità sull’infame tessera verde

In queste ore i più giubilanti pensano che tutto l’apparato del leviatano tecno-sanitario si stia sgretolando e che l’Italia si sta avviando al ritorno della vecchia normalità, quella prima del fatidico 2020.

Da più parti viene segnalato che l’infame tessera verde è prossima alla scadenza e che lo stato d’emergenza stesso è destinato nel volgere di poco tempo a riassorbirsi, cosicché la normalità tanto attesa sta tornando.

Credo che questa narrazione sia ampiamente destinata ad essere disattesa e che in realtà l’emergenza permanente coincide con la nuova normalità cosicché che un ritorno ad una normalità pre-pandemica non soltanto non sarà possibile, ma nemmeno è perseguito da coloro i quali occupano i posti di comando della nave Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

draghi tessera verde

Prestiamo attenzione per un istante dalle parole pronunciate dall’euroinomane più impenitente, Mario Draghi, l’uomo imposto dall’Italia con una sorta di commissariamento.

Queste le sue testuali parola: “Una degli scopi del DL è quello di non smantellare tutta la struttura esistente. Noi siamo consapevoli del fatto che un’altra pandemia potrebbe rivelarsi importante anche tra qualche tempo. Vogliamo costruire una struttura permanente”.

Ragioniamo sulle parole pronunciate da Mario Draghi. Lungi dal tornare alla normalità, la situazione pare essere ormai strutturata in una forma permanente pronta ad accogliere l’evenienza di nuove pandemie che, come Mario Draghi apertamente sottolinea, potranno accadere.

Dato che siamo entrati nel tempo delle pandemia, come disse Ursula von der Leyen, bisogna essere pronti senza smantellare tutta la struttura esistente. Perché non bisognerebbe smantellare la struttura esistente se, come pare evidente, lo stato d’emergenza sembra ormai dileguarsi, se i contagi sembrano ormai in calo, anche se in queste ultime settimane, proprio in concomitanza delle fine dello Stato d’emergenza essi hanno ripreso a salire.

Perché mai bisognerebbe non smantellare l’apparato, teso a risolvere l’emergenza quando l’emergenza stessa pare essere finita? Lo dice apertamente Draghi: potrebbero arrivare nuove pandemie.

Cosicché lo stato d’emergenza deve essere di fatto mantenuto sempre vivo.

Le misure attivate per l’emergenza sono destinate a sopravvivere all’emergenza stessa, ciò che sarebbe inaccettabile in effetti se non venisse detto che l’emergenza pare essere finita per ora ma che potrebbero sopraggiungerne di nuove cosicché lo stato d’emergenza deve diventare di fatto permanente.

Ecco allora che siamo giunti alla conclusione da noi prevista: ciò che in questi due anni ha preso forma, lungi dall’imprevisto e da una semplice avventura provvisoria, è una nuova condizione stabile di normalità, new normal come da subito venne appellata nel marzo 2020.

Le misure d’emergenza sopravvivono allo stato d’emergenza e per farlo occorre che quest’ultimo venga dichiarato potenzialmente sempre dietro l’angolo.

Green Pass eterno rinnovato ogni 18 mesi? Facciamo chiarezza su questo.

Mentre il Governo ha annunciato oggi un imminente Decreto per dirimere il “cronoprogramma” di abbandono delle varie restrizioni anti-Covid («per un’estate senza limitazioni»), il dibattito sul Green Pass e sulla sua permanenza anche dopo la fine dello stato d’emergenza prosegue ricco di “colpi di scena”.

Se il sottosegretario alla Salute Andrea Costa spiega che il Green Pass sarà modulato di settimana in settimana per rimuovere le attuali restrizioni, su “La Verità” viene portata alla luce una piccola norma “nascosta” nell’ultimo Dpcm del 2 marzo 2022.

«Green Pass eterno, ecco la prova», titolano dalle parti del quotidiano di Maurizio Belpietro: critica eccessiva? Può essere, ma entrando nelle pieghe della norma in questione si scoprono elementi interessanti: il decreto siglato dal Premier Draghi ufficialmente aggiornava la modalità di verifica dell’obbligo vaccinale e della carta verde anti-Covid.

All’articolo 1 però si legge come «la blockchain sottostante il lasciapassare, una volta somministrata la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale, durerà 540 giorni».

La denuncia de “La Verità” corrisponde in effetti al vero per quanto riguarda la durata del certificato verde: non solo, nel Dpcm si legge anche che al termine dei 18 mesi la piattaforma nazionale provvederà in automatico a emettere un secondo Green Pass, anch’esso valido per altri 540 giorni.

LA PROROGA TRA 18 MESI SUL GREEN PASS: COSA SUCCEDE

Il calcolo totale fa 1.080 giorni, di fatto quasi tre anni con potenziale validità di un Green Pass: ora, è evidente che la “scadenza” praticamente “eterna” dell’attuale certificato si era resa necessaria per evitare che chi fosse vaccinato da più tempo rischiasse di rimanere escluso dalla vita sociale.

È altrettanto vero che l’intera situazione Green Pass dovrà “attendere” di capire l’evoluzione dell’eventuale quarta dose di vaccino da attuare dopo l’estate:

nel frattempo però, nero su bianco, è comunque scritto che per 18 mesi prorogabili ad altri 18 mesi la validità del certificato resta tale. Secondo “La Verità” tale mossa “nascosta” potrebbe celare l’intenzione nel prossimo futuro di utilizzare quel certificato per altri scopi, addirittura come strumento del fisco per regolare l’accesso ai luoghi pubblici (bloccare dalla vita sociale chi non versa regolarmente le tasse, ad esempio).

Noi non sappiamo cosa potrà succedere al momento, già una prima risposta potrà arrivare dall’esatta road map sulla fine delle restrizioni anti-Covid da qui fino a giugno, Super Green Pass e Green Pass compresi.

Nel frattempo il sottosegretario Sileri ha voluto escludere l’idea stessa di Green Pass “eterno”: «Nemmeno il passaporto è per sempre, abbiamo sempre detto che è qualcosa di temporaneo ma lo decide la circolazione del virus, non è eterno, non è possibile e non sarebbe nemmeno giusto ne comprensibile, il green pass ad un certo punto dovrà terminare.

Rimarrà una vaccinazione obbligata? Io penso di no, una vaccinazione consigliata forse si».

Il 2 marzo è stato effettivamente approvato un Dpcm relativo anche all’aggiornamento delle modalità di verifica dell’obbligo vaccinale e del Green Pass.

E nel primo articolo si legge: “In caso di somministrazione della dose di richiamo, successiva al ciclo vaccinale primario, la certificazione verde Covid-19 ha una validità tecnica, collegata alla scadenza del sigillo elettronico qualificato, al massimo di cinquecentoquaranta giorni.

Prima di detta scadenza, senza necessità di ulteriori dosi di richiamo, la PN-DGC emette una nuova certificazione verde Covid-19 con validità tecnica di ulteriori cinquecentoquaranta giorni, dandone comunicazione all’intestatario”.

Dal ministero della Salute spiegano però che si tratta soltanto di un aggiornamento tecnico che garantisce una durata lunga a chi ha fatto tutte le dosi, richiamo compreso, senza dover rivedere la norma ogni sei mesi.

Al momento infatti il Green Pass, parallelamente all’affievolirsi della pandemia e nonostante il rialzo di casi degli ultimi giorni, è in dismissione.

La proroga tecnica insomma non è necessariamente collegata a una proproga del suo uso. Anzi. Cosa poi accadrà in autunno, con il Certificato e con eventuali richiami annuali del vaccino, è ancora presto per stabilirlo in maniera definitiva. E non è detto che si decida di applicare la stessa soluzione. Dipende anche da cosa stabilirà l’Unione europea.

Nulla di nuovo dal decreto, insomma, anche perché già una Faq pubblicata sul sito dedicato al Certificato verde chiariva l’aggiornamento automatico: “Per la dose di richiamo – si legge nella Faq – la Certificazione sarà generata entro 48 ore e ha efficacia senza necessità di nuove vaccinazioni.

Per ragioni tecniche, la sua validità è collegata alla scadenza del sigillo elettronico qualificato, che è al massimo di 18 mesi (540 giorni), trascorsi i quali, senza necessità di ulteriori dosi di richiamo, la Piattaforma Nazionale-DGC emette una nuova Certificazione verde COVID-19 con validità tecnica di ulteriori 540 giorni, dandone comunicazione all’intestatario”.

Andiamo comunque a riportare le ultime notizie, anche se NON CI ACCONTENTIAMO di quanto stanno facendo!

Come anticipato nei giorni scorsi, dal 1° aprile super green pass e green pass base avranno un’applicazione più limitata, fino quasi a scomparire dal 1° maggio.

Il 31 marzo 2022, dopo ben due anni, finirà lo stato di emergenza legato alla pandemia Covid in Italia. “Ma vigileremo sulla curva dei contagi, pronti a prendere contromisure se necessario”, ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi.

Oggi, durante la conferenza stampa assieme al ministro della Salute Roberto Speranza, il capo del Governo ha annunciato le restrizioni che decadranno nelle prossime settimane.

Bye bye Green Pass, la svolta è vicina: quando sarà abolito e dove resterà obbligatorio

Da marzo in avanti si può prevedere un allentamento delle regole: tutte le ipotesi sui luoghi e le attività in cui sarà cancellato prima, e dove invece ci accompagnerà più a lungo.

Fine dello Stato di Emergenza. Il 31 marzo 2022 finirà lo stato di emergenza, ormai la decisione è inequivocabile e il consiglio dei Ministri convocato nel pomeriggio di oggi lo ha confermato: la riapertura è vicina, ma bisogna continuamente osservare l’evoluzione della curva epidemica e in caso adattarsi ai cambiamenti.

Ma attualmente la volontà è quella di mantenere i provvedimenti che il Governo ha già deciso e rettificato anche oggi: ”Chiudiamo lo stato di emergenza” dice il Ministro Speranza. ”Le funzioni del Commissario straordinario e tutte le misure straordinarie andranno ad essere competenza ordinaria del ministero della salute”.

Le parole del Presidente Draghi

Il Presidente del Consiglio ha sottolineato, in chiusura della sua apertura, ancora una volta come la campagna di vaccinazione italiana sia stata una delle più significative al mondo, con il 91,3% con prima dose e 89,6% per seconda dose ad oggi: ”80.000 decessi evitati nel solo 2021 grazie ai vaccini”.

É grazie alle vaccinazioni, dunque, combinate agli strumenti secondari di prevenzione che fungono da scudo contro il virus, che è possibile mantenere la promessa della fine dello stato di emergenza.

Poi, ha voluto ringraziare anche il Governo precedente per gli sforzi compiuti davanti ad una situazione critica, e gli italiani stessi.

Draghi ha detto: ”Di solito noi italiani veniamo tacciati all’estero di essere muniti di uno scarso senso civico. Non è assolutamente vero. E questa situazione critica lo ha ampiamente dimostrato”. (Continua a leggere dopo la foto)

draghi

Covid: cosa cambia nelle prossime settimane

Superiamo definitivamente il sistema dei colori”, esordisce Speranza nel suo intervento. Poi continua: ”Continueremo il monitoraggio, ma non sarà più connesso alle ordinanze e si supererà anche il modello a colori.

Superiamo anche le quarantene per contatto, e resterà in isolamento solamente chi è positivo al virus. La questione è importante soprattutto per le scuole: in caso di positività, andrà a casa solamente chi è positivo, tutti gli altri rimarranno a scuola.”

Obbligo vaccinale: cosa cambia

”Per quanto riguarda invece, l’obbligo di vaccinazione per gli over 50, i sanitari delle RSA, personale sanitario e operatori scolastici continueranno ad osservare l’obbligo di vaccinazione, ma con alcuni cambiamenti.

La sospensione dal lavoro in caso di mancata vaccinazione, non ci sarà più per la maggior parte delle categorie lavorative. Per gli over 50 di queste categorie basterà il Green Pass base. Invece, la sospensione dal lavoro resterà solamente per una fascia: il personale sanitario, i lavoratori delle strutture ospedaliere ed RSA, con obbligo prolungato fino al 31 dicembre 2022”.

In altre parole, tutto rimane invariato solamente per quelle categorie di lavoratori che si trovano ad operare in contesti ad alto rischio, come appunto gli ospedali e le strutture sanitarie.

Mascherine

‘‘Sulle mascherine, confermiamo l’impianto esistente fino al 30 aprile: mascherine non obbligatorie all’aperto, mentre restano obbligatorie al chiuso con FFP2 nei luoghi a rischio. Infine, ci avviamo anche per la strada verso il superamento del Green Pass: dal 1 aprile verrà abolito per i luoghi all’aperto, mentre dal 1 maggio anche nei luoghi al chiuso”.

Green pass e mascherine: cosa cambia dal 1° aprile 2022

Ecco in sintesi i punti salienti delle misure prese dal Governo:

  • Il 31 marzo 2022 finirà lo stato di emergenza. Contestualmente sarà sciolto il Cts, il comitato tecnico scientifico, ma il lavoro di monitoraggio Covid continuerà con l’Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore sanità.
  • Stop del sistema a colori per le regioni
  • Addio alle quarantene per contatto, per tutti gli italiani. Resterà in isolamento solo chi è positivo al virus: anche tra gli studenti. Se contatto di positivo, ma negativo al test, l’alunno potrà andare in classe.
  • Non ci sarà più la sospensione da lavoro per la mancata vaccinazione. Servirà il green pass base fino al 30 aprile. La sospensione dal lavoro senza vaccinazione anti Covid resterà soltanto per una fascia: personale sanitario, lavoratori di strutture ospedaliere e Rsa, fino al 31 dicembre. In ogni caso, l’obbligo vaccinale è confermato fino al 15 giugno ma dall’1 aprile decadranno tutte le sanzioni, tranne quella pecuniaria di 100 euro.
  • Fino al 30 aprile restano le norme attualmente in vigore per le mascherine: no all’aperto, tranne che in sistuazioni di potenziale assembramento, sì al chiuso. E Ffp2 in alcuni luoghi a rischio. Le mascherine dovrebbero non servire più dal 1° maggio.
  • Green pass: addio green pass per le attività all’aperto (ristorazione compresa) dal 1° aprile. Il green pass rafforzato rimarrà fino al 30 aprile per i servizi di ristorazione al chiuso, per i centri benessere, per le sale gioco, le discoteche, i congressi e in generale per gli eventi sportivi al chiuso. Fino al 30 aprile resterà invece necessario il green pass base per alcune attività come mense, concorsi pubblici, colloqui in carcere e per i trasporti a lunga percorrenza. Invece dal primo di aprile non sarà più richiesto il green pass sui bus ed in generale sui mezzi di trasporto pubblico locale. Dal 1° maggio la certificazione verde dovrebbe decadere per ogni attività, tranne che per visite in ospedale e Rsa.

Covid, la polemica leghista sul green pass nei ristoranti fino a maggio: Garavaglia chiede “500 milioni” di ristori per i ponti di aprile

Il ministro del Turismo ha sottolineato le presunte “incoerenze” del provvedimento nel prevedere l’obbligo di green pass nei ristoranti al chiuso fino al 1° maggio, mentre all’aperto cesserà già il 1° aprile.

La replica del ministro della Salute: “Un Paese sicuro dal punto di vista sanitario cresce di più e meglio”. Mentre il premier Mario Draghi si è detto “incuriosito” dal calcolo fatto per giustificare il mezzo miliardo di danni.

Il pacchetto di misure per l’uscita dalle restrizioni Covid non convince la Lega: secondo quanto si apprende, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha sottolineato le presunte “incoerenze” del provvedimento nel prevedere l’obbligo di green pass nei ristoranti al chiuso fino al 1° maggio, mentre all’aperto – e negli alberghi – l’obbligo cesserà già il 1° aprile. (Continua a leggere dopo la foto)

massimo garavaglia

Garavaglia ha quindi chiesto di uniformare le date, sottolineando la necessità rispondere a una categoria messa in ginocchio dal Covid, e più in generale di anticipare la fine del green pass rafforzato al 15 aprile. Ma la richiesta non è stata recepita perchè la bozza di decreto-legge aveva già ottenuto l’ok delle Regioni.

“Ho chiesto ufficialmente 500 milioni al ministero della Salute per i danni recati in aprile” per “i due ponti rovinati, quello di Pasqua e quello del 25 aprile”, si è sfogato Garavaglia con l’Ansa al termine del Consiglio dei ministri.

Gli ha risposto, indirettamente, in conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza: “È inopportuno mettere in contraddizione la ripartenza economica con la sicurezza sanitaria”, ha detto.

“La storia recente dell’Italia ha dimostrato che un Paese sicuro dal punto di vista sanitario cresce di più e meglio. Senza un servizio sanitario così forte noi non saremo cresciuti del 6,5%, senza le misure come il Green pass e l’obbligo vaccinale non avremmo avuto quei dati di sviluppo. La mia opinione è che non solo non ci sia contrasto tra la sicurezza sanitaria e la ripartenza del Paese, ma che l’una sia la premessa dell’altra”.

E il premier Mario Draghi si è detto “incuriosito” dal calcolo fatto da Garavaglia per giustificare i 500 milioni di danni, precisando però che il governo è pronto a dare le risposte necessarie.

Covid, Bassetti: “Aumento contagi non ritardi eliminazione green pass”

L’infettivologo ha criticato gli amministratori delegati di Moderna e Pfizer, che hanno parlato di una quarta dose di vaccino in autunno.

Negli ultimi giorni anche in Liguria, come nel resto del Paese, il coronavirus sembra aver rialzato la testa. Ma, secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, non è il caso di allarmarsi.

“I contagi covid crescono, ma le infezioni gravi e i ricoveri in terapia intensiva no – spiega l’infettivologo -. Ci dovremo abituare a un andamento un po’ su e poi un po’ giù di questa fase endemica dominata dalle varianti omicron.

Potremo anche tornare a 100-200k nuovi positivi al giorno, ricordandovi che positivo non è uguale a malato. Le omicron (1, 2 e 3) sono tutte più contagiose, ma anche tutte inattivate per forme gravi dal booster vaccinale”. (Continua a leggere dopo la foto)

matteo bassetti

“Si sente vociferare che l’aumento dei contagi potrebbe ritardare eliminazione green-pass e alleggerimento degli obblighi. Sarebbe un grave errore – dichiara Bassetti -. Da non commettere. Intanto Hong Kong e Cina sanciscono il fallimento della loro strategia ‘zero covid’ e dei loro vaccini. Pensare a zero covid con la omicron è impossibile.

Troppo contagiosa. Incontenibile. I vaccini cinesi? Non funzionano bene come i nostri. Morale cinese? Affrontare una epidemia come questa con le sole restrizioni è fallimentare”.

Il professore del San Martino è intervenuto su un’altra questione molto attuale. “Lo dico oggi per Pfizer, ma è lo stesso discorso già fatto per Moderna: è gravissimo che i Ceo di grandi aziende farmaceutiche parlino, come fossero esperti, della necessità di una quarta dose di vaccino anti-covid.

Se la quarta dose sarà da farsi in autunno – conclude Bassetti – lo decideranno gli studi clinici e gli enti regolatori non le stesse aziende che li producono.

È fuori luogo che l’amministratore delegato di un’azienda dica quello che si deve fare con i farmaci da lui stesso prodotti. Si tratta di un vero conflitto di interessi”.

Crisanti, abolire il super e il Green Pass dal primo aprile

“Con tutti questi vaccinati non ha senso mantenerlo”.

Secondo il microbiologo Andrea Crisanti “chiedere il Green pass in un luogo in cui tutti hanno le mascherine è chiaro che è una misura vessatoria”. Per l’esperto, tuttavia, “il vero merito della certificazione verde è stato quello di aver incoraggiato le vaccinazioni”.

“Ci sono alcune misure che obiettivamente sono state vessatorie. Chiedere il Green pass in un luogo in cui tutti hanno le mascherine è chiaro che è una misura vessatoria. Non ha nessuna logica di sanità pubblica”.

Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova, è tornato a parlare del certificato verde, ed in particolare del suo utilizzo in determinati luoghi e situazioni, definendolo una misura “vessatoria” seppur non negando la sua utilità. Lo ha fatto intervenendo questa mattina su La7 a L’Aria che tira.

“Omicron è in grado di infettare persone che hanno fatto seconda e terza dose di vaccino e su questo non ci sono dubbi – ha detto l’esperto -. È anche vero che chi si infetta specialmente dopo il booster sviluppa in genere una malattia molto leggera, in particolare le persone che hanno meno di 75 anni. Per gli over 75 bisogna fare un discorso diverso.

Sul Green pass sono stato il primo a dire che non era una misura di sanità pubblica e che non avrebbe protetto contro la trasmissione del virus e i 200mila casi al giorno che abbiamo avuto ne sono una testimonianza. Il vero merito del Green pass è stato quello di aver incoraggiato le vaccinazioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Tuttavia, secondo Crisanti, “ci sono state estremizzazioni inutili: non ho alcuna simpatia per chi non si vaccina, ma le misure devono essere proporzionate all’effetto che si vuole ottenere. Ci sono alcune misure che obiettivamente sono state vessatorie. Chiedere il Green pass in un luogo in cui tutti hanno le mascherine è chiaro che è una misura vessatoria.

Non ha nessuna logica di sanità pubblica”. E fa anche un esempio: “Pensiamo a chi non può vaccinarsi perché ha una esenzione. Neanche alle Poste può andare, nonostante sia un luogo dove ci sono comunque le mascherine per obbligo. Dobbiamo evitare una guerra ideologica altrimenti suscitiamo reazioni stupide”.

Crisanti si è mostrato comunque ottimista sul futuro della pandemia di Covid-19: “Se continua così tra un mese e mezzo potremo togliere mascherine anche al chiuso. Ci troviamo in una situazione in evoluzione positiva, se non emergono nuove varianti più aggressive penso ne siamo fuori.

Quando finirà tutto? In Italia c’è un altissimo numero di persone protette, e quindi se dovessimo fare una previsione a medio e breve termine penso siamo alla fine”.

Costa: “Per lavoratori over 50 passaggio al green pass base anche prima di maggio”

Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Salute a “Radio anch’io” su Rai Radio1.

L’intenzione del governo è quella di passare dal super green pass alla certificazione verde base per i lavoratori over 50 a partire da maggio ma c’è la possibilità di anticipare quella data. Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Salute Andrea Costa a “Radio anch’io” su Rai Radio1.

“Questo darebbe l’opportunità ai non vaccinati di tornare al lavoro con il tampone” ma sulla data “la discussione è ancora aperta”, ha chiarito Costa. “C’è qualche possibilità che possa essere anticipata, valuteremo nella giornata di oggi e domani”, ha concluso.

Costa: “Dal 1 aprile passaggio dal super al base per alcune attività al chiuso”. (Continua a leggere dopo la foto)

andrea costa

Dal 1 aprile negli spazi all’aperto di bar, ristoranti e per le attività sportive non servirà il green pass, e ci sarà contestualmente anche un passaggio dal super green pass alla certificazione verde base anche in altre attività al chiuso per alcune settori, ha detto il sottosegretario di Stato alla Salute.

“Anche sulle mascherine ci sarà un percorso graduale” di allentamento che dipenderà dall’andamento dei contagi e dal completamento delle terze dosi, ha spiegato Costa.

Per il sottosegretario, comunque, il calendario delle “riaperture” non dovrebbe subire slittamenti nonostante l’incremento dei contagi negli ultimi giorni.

“Dobbiamo valutare il presente. Sarebbe sbagliato pregiudicare quello che si può fare oggi sulla base di quello che può accadere domani. Se completeremo la somministrazione delle dosi booster saremo nelle condizioni anche di affrontare l’aumento dei contagi”, ha chiarito.

Green Pass, le ipotesi per i prossimi mesi

In sintesi, non è affatto scontato o automatico che da inizio aprile, con la fine dello stato d’emergenza, il certificato verde non venga più richiesto nei locali al chiuso – cinema, teatri, musei, ristoranti – e sui mezzi di trasporto locali.

L’unica certezza per ora è che il pass, super o base, dovrebbe rimanere fino all’estate nei trasporti quelli a lunga percorrenza. La discussione è ancora aperta, ma è possibile che il super Green pass – ormai senza scadenza per chi ha fatto la dose booster – resterà ancora obbligatorio per diversi mesi, probabilmente fino a giugno, per accedere a molte attività sociali (dai ristoranti al chiuso alle discoteche).

In particolare, il super green pass per il lavoro per gli over 50 – in vigore dal prossimo 15 febbraio – dovrebbe restare in vigore fino al 15 giugno, data in cui scade l’obbligo di vaccinazione per gli over 50 italiani e stranieri residenti in Italia. Anche se non è escluso che tale obbligo sia prorogato in vista dell’autunno. Ma un allentamento ci sarà.

Non si esclude, viste le curve in netto calo, anche un rilassamento più ampio e marcato delle regole, sull’esempio dell’Inghilterra. Fabio Ciciliano, medico ed esponente del Cts, ha auspicato una revisione vera delle regole.

Il Green Pass, ha detto in una recente intervista, “diventerà sempre più residuale con l’incremento delle vaccinazioni e la riduzione dell’impatto del virus sul sistema sanitario. E alla fine della primavera si può pensare di toglierlo definitivamente”.

Prima l’addio al Green Pass per molte attività, dai negozi alle banche alle poste. Poi per tutti gli sport e attività all’aperto. Maggiore cautela per la vita sociale al chiuso e per i viaggi a lunga percorrenza.

Green Pass: cosa succede all’estero

Qualcosa già si muove anche in altri Paesi europei.

La Francia ad esempio punta a revocare il “Super Green Pass” a fine marzo, a condizione che il tasso di incidenza si riduca 10 o 20 volte meno rispetto a quello attuale.

Il Regno Unito ha annunciato la fine di tutte le restrizioni a partire dal 21 febbraio (un mese prima di quanto previsto), data in cui cadrà anche l’obbligo di quarantena per i positivi.

Anche la Bulgaria, nonostante i molti morti e i pochi vaccinati, ha intenzione di abolire il Green Pass.

Il motivo? I controlli dei gestori di ristoranti e locali sono ormai quasi inesistenti, mentre le manifestazioni contro il certificato verde si susseguono ormai da settimane.

Insomma, il Green Pass con una circolazione più ridotta del virus, senza segnali di allarme dagli ospedali, potrebbe aver ormai fatto il suo tempo. Questione di mesi.

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  9. Gianfranco Cilia

    100,00 €
  10. Giuseppe Scarlata

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  11. Giovanna Cravotta

    10,00 €
  12. Salvatore Ruben Spatola

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  13. Angela Rindone

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