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Colao cambia nome al Green Pass e passa al controllo totale: l’identità digitale

colao idpay green pass
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Colao cambia nome al Green Pass e passa al controllo totale: l’identità digitale. Aumentano obblighi e divieti. Come si chiamerà e funzionerà: “Italia capofila del progetto”. Leggi l’articolo adesso per saperne di più!

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Colao cambia nome al Green Pass e passa al controllo totale: l’identità digitale

Aumentano obblighi e divieti. Come si chiamerà e funzionerà: “Italia capofila del progetto”

Colao – L’operazione linguistica in vista dell’autunno è già partita. Quando imporranno nuovi obblighi, divieti, licenziamenti e sospensioni. E lo faranno parlando non di quarta dose obbligatoria, ma di “prima dose del vaccino aggiornato”.

Così come non parleranno più di Green pass, o Super Green pass, ma di “portafoglio digitale”.

A dare la “lieta novella” è stato il ministro Vittorio Colao dalla sala stampa estera a Roma dove ha fatto il punto sugli investimenti del Pnrr.

E ricordando che siamo appunto sotto scacco dell’Ue con questo ricatto dei soldi del Pnrr (lui non l’ha messa in questi termini ma la realtà è questa), il ministro dell’Innovazione tecnologica ha spiegato quali siano le varie misure da varare per ottenere il prestito europeo.

E qui, appunto, si è assistito alla sorpresa. (Continua a leggere dopo la foto)

roberto speranza mario draghi green pass

“L’Italia è avanti rispetto ad altri Paesi nella digitalizzazione di alcuni servizi – ha detto Colao -.

In un anno e mezzo si dovrebbe arrivare a una Schengen digitale europea e il Paese sarà pronto grazie ai servizi sviluppati sull’app Io.

Patente e tessera elettorale saranno digitali come digitale sarà il wallet personale”.

Cioè?

Lo ha spiegato qualche tempo fa la Von Der Leyen in occasione del discorso programmatico del 2020:

“La Commissione proporrà presto un’identità digitale europea sicura.

Che ogni cittadino potrà usare ovunque per fare qualsiasi cosa, da pagare le tasse a prendere a noleggio una bicicletta. Una tecnologia sicura”.

E quindi… (Continua a leggere dopo la foto)

ministro vittorio colao identità digitale green pass

Come spiega La Verità, “la tecnologia auspicata dalla presidente della Commissione ora c’è e si chiama blockchain, la stessa che la Von Der Leyen ha richiamato lo scorso fine gennaio, ricordando che presto sarà attivo in tutta l’Unione il passaporto sanitario vaccinale.

Esattamente ciò che il 4 maggio scorso ha sancito la commissaria europea alla Salute, Stella Kyrialcides.

Non è dunque un caso se per i viaggi all’estero e per alcune strutture sanitarie la blockchain che traccia il Green pass resti necessaria.

È il pilastro per le mosse future e il punto di arrivo di quelle imbastite durante i lockdown e la pandemia.

Senza la quale il governo non sarebbe mai riuscito a creare la base utenti necessario per rendere il progetto Ue un test riuscito”. (Continua a leggere dopo la foto)

von der leyen ue

Spiega ancora Antonelli su La Verità:

“La blockchain studiata per il lascia-passare Covid verrà buona per far transitare tutte le informazioni sanitarie, quelle per l’espatrio, ma anche fiscali e tutte le pendenze di natura amministrativa.

A questo punto sarebbe importante che il governo spiegasse se e quando l’Ue vorrà adottare l’euro digitale e tutti i sistemi in grado di tracciare i singoli individui e inibire libertà primarie fino a oggi svincolate da alcun tipo di premialità.

Non sono cose da poco.

Ma il futuro della democrazia parlamentare”.

L’IDPay

“Stiamo pensando ad una piattaforma per l’erogazione di tutti i benefici sociali, il nome provvisorio è IDPay, tutto direttamente in digitale”.

Ma quant’è smart e moderno il ministro Vittorio Colao, l’uomo atterrato nel governo dei Migliori dalla plancia di comando della Vodafone, azienda dove cominciò (dopo una formazione in Morgan Stanley e poi in McKinsey) quando ancora si chiamava Omnitel.

Da Ivrea a Londra, posizione dopo posizione.

Insomma, chi più di un uomo che si è formato tra finanza e telecomunicazioni (ultimo incarico in Verizon e parentesi in Rcs) può accompagnare gli italiani nei servizi smart, comodi, moderni, dove basta poggiare la retina per non avere più scocciature.

Oh, finalmente anche la Pubblica Amministrazione, anzi lo Stato, si mette alla pari con i protagonisti di Big Tech. E se già lo facciamo per Apple e compagnia, perché non farlo quando è il governo per conto dello Stato a chiedertelo?

Semplice, perché abbiamo già visto con il Green Pass cosa succede e cosa potrà succedere da qui a poco se non si cancella e si distrugge il protocollo della ID europea matrice del lasciapassare.

Accade che il tuo nome, la tua carta d’identità, persino i tuoi diritti fondamentali e le tue libertà sono assoggettata alla esibizione continua di un qr code.

E se non sei in regola, ecco che scattano le sanzioni (quelle pecuniarie, prelevate immediatamente), le privazioni della libertà, le restrizioni dei diritti (dalle cure mediche al ritiro della pensione in posta).

Ciò che le Big Company non possono (ancora?) fare, lo Stato lo fa: usare le forze dell’ordine se ti opponi, se contesti, se hai un capello fuori posto.

Esempio:

lo Stato ti contesta il mancato pagamento del bollo auto o di una tassa di dieci anni fa;

tu sai di averla pagata ma non hai la ricevuta, così devi impazzire per dimostrare – inversione dell’onere della prova – di non essere un evasore.

Lo Stato intanto, che ha la tua identità digitale, ti blocca tutto, esattamente come sta bloccando chi non ha i green pass.

Poi accade che tu la ricevuta la trovi e chiedi il ripristino della situazione.

A quel punto, lo Stato si prende il suo tempo perché «Sa com’è fatta la burocrazia in Italia, signora mia» e bisogna compilare moduli su moduli.

Insomma l’ideona di Colao è esattamente la concretizzazione di un disegno distopico, di controllo orwelliano, asimmetrico e per nulla democratico.

Del resto l’uomo formato in Morgan Stanley e realizzatosi in Vodafone lo disse senza troppi giri di parole: «Con il 5G controlleremo tutto da remoto».

Per questo l’identità digitale è un passaggio obbligato.

Per loro.

Il primo passaggio è già stato compiuto con il Green Pass: vaccino, lasciapassare, diritti e libertà.

L’ID digitale identificherà il cittadino, ne assorbirà la vecchia carta d’identità, faciliterà il pagamento senza contanti (la lotta al contante è sempre un obiettivo di chi si forma nelle banche d’affari) di bollettini, multe e quant’altro.

E se salti il saldo di una multa, ecco che non entri più al lavoro, se salti una rata delle tasse ecco la limitazione del diritto alle cure, e così via.

Ripeto, lo abbiamo visto in questa emergenza sanitaria: chi non fa quel che è giusto per il governo, viene discriminato a norma di legge.

Diventa meno cittadino. Siccome le emergenze non sembrano finire mai, fatevi due conti: vi piace davvero questo mondo moderno?

ATTENTI A FARE DECIDERE AD UN BUROCRATE FINANZIARIO IL VOSTRO FUTURO… vi venderà il sangue…

Si vedrà presto, dunque, se (e come) la digitalizzazione del Paese  (tale “ambizione”) si rivelerà essere solo l’ennesimo “disegno futuristico” di una élite ormai sempre più distante dai problemi concreti della nazione e dei cittadini.

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  • avatar di crock ursula Crock Ursula ha detto:

    Purtroppo l’italiano è abituato ad inginocchiarsi e lamentarsi dal panettiere. Ecco perché tutto ciò sta accadendo.

  • avatar di susanna Susanna ha detto:

    Bisogna assolutamente bloccare questa ulteriore deriva, ma il problema è risvegliare tutti ancora quelli addormentati

  • >
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