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Tutto sulla Guerra in Ucraina (Parte 1 – aggiornato il 02/03/2022): i mostri nascosti di un conflitto costruito pian piano: spiegatelo ai venditori di notizie di sistema italiani

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Tutto sulla guerra in Ucraina: La propaganda filostatunitense che stanno portando avanti i nostri media sfruttando la questione dell’Ucraina per demonizzare Putin ha davvero dell’incredibile: viene totalmente mistificata la realtà. La Matrix Europea, la verità dietro i giochi di potere. Putin vuole Kiev, le reazioni dell’Occidente. Leggi l’articolo per saperne di più!

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Tutto sulla guerra in Ucraina – Parte 1

Pensate che in un approfondimento del Corriere della Sera ho letto testuali parole: “Gli Stati Uniti vogliono difendere il principio per cui ogni paese debba avere il diritto di scegliersi il proprio destino e le proprie alleanze“. Veramente da non credere.
Ma è davvero accettabile leggere una cosa del genere? Mi domando perché questi giornalisti non lo chiedono ai paesi sudamericani quanto sono stati liberi in passato di stringere accordi con i governi socialisti contro il parere degli USA. Ricordiamoci che gli Stati Uniti, considerandoli il proprio cortile di casa, misero in atto addirittura l’operazione Condor per sovvertire quei governi imponendo dittature filoamericane.
Perché non lo chiedono ai parenti dei cileni che nel 1971 sostenevano Allende quanto siano stati liberi di sostenere la cosiddetta “terza via” all’insegna di un socialismo democratico?
Perché non lo chiedono ai parenti dei desaparecidos argentini quanto siano stati liberi di scegliere il proprio destino che si è infranto nei voli della morte del dittatore Videla?

La lista sarebbe infinita se anche considerassimo unicamente i paesi sudamericani a cui è stata tolta ogni libertà contraria agli interessi degli Stati Uniti.

Perché non lo chiedono ai parenti di Aldo Moro quanto lo statista sia stato libero di stringere alleanze che non piacevano agli americani?
Il CorSera parla anche di proteste “popolari” in Ucraina che nel 2014 hanno posto fine al governo filorusso. Perché però non dice che quelle proteste di popolare avevano ben poco, dato che sono state finanziate dagli Stati Uniti con una grave ingerenza nella politica di un altro paese al fine di danneggiare la Russia?
Gli stessi USA che dal 2014 hanno dato ben 3 miliardi di dollari all’Ucraina pur di utilizzarla per i propri scopi antirussi.
Leggo nell’articolo che l’amministrazione americana “è costretta suo malgrado a gestire uno scontro con Mosca”. Suo malgrado?
In realtà Putin nel 2021 ha presentato agli Stati Uniti e alla NATO una lista di richieste per tornare al dialogo: chiedeva ovviamente di non mettere altre basi NATO ai suoi confini, di non pensare neanche lontanamente di far entrare l’Ucraina nell’alleanza atlantica, di smettere di armarla quell’Ucraina e anche di non trasferire armamenti nelle basi nucleari NATO nei paesi dell’ex Unione Sovietica.
Queste vi sembrano richieste illegittime?

Chiedetelo allora agli americani cosa fecero quando l’Unione Sovietica si sentì libera di stringere un’alleanza con Cuba e di piazzare sull’isola i propri missili: gli americani si dissero pronti ad una guerra mondiale pur di non avere il nemico che piazzava armi alla porta di casa.
Dal 1997 sono entrate nella NATO la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia, la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia, l’Albania, la Croazia, il Montenegro, la Macedonia del Nord. Tutti i paesi che facevano parte del blocco sovietico; la vecchia cortina di ferro si è praticamente spostata sempre di più ai confini con la Russia fino quasi a stritolarla. E sono stati piazzati missili ovunque.
Mancava soltanto l’Ucraina, la Russia sarebbe stata praticamente accerchiata: perché allora gli USA non hanno evitato tutto questo? Perché l’Unione Europea non ha evitato tutto questo? Eppure Putin aveva avvertito Macron nel loro ultimo incontro.

Ora vedo tutti meravigliarsi del Donbass. Sì, lo stesso Donbass dove c’è una guerra dal 2014. Sono otto anni che c’è una guerra a causa del fatto che l’Ucraina e la comunità internazionale non riconoscono l’indipendenza di quelle due repubbliche, e nessuno si è accorto che nelle milizie ucraine che combattono lì ci sono tanti movimenti neonazisti?
L’Europa questa volta non si indigna? Gli Stati Uniti non si indignano?
La verità è che a Putin non è stata data altra scelta se non quella di fare quella più azzardata che tutti condanniamo, perché sia chiaro, la guerra va condannata in tutte le sue forme. Ma farlo non può prescindere dal condannare chi quella guerra l’ha indotta e resa inevitabile: spiegatelo ai pennivendoli italiani.

Guerra in Ucraina: Putin vuole Kiev, le reazioni dell’Occidente

Alla fine del primo giorno di guerra in Ucraina deflagrano con la potenza di ordigni bellici le parole pronunciate da Giulietto Chiesa nel 2015: “La crisi di Ucraina è l’inizio dell’offensiva degli Stati Uniti d’America e dell’Europa contro la Russia. Offensiva diretta contro la Russia. L’Ucraina è stata usata come un bastone per colpire la Russia. E per fortuna la Russia non è caduta nella trappola, fino ad ora. Un’offensiva che si manifesta con le sanzioni, con l’abbassamento artificiale del prezzo del petrolio che serviva per stroncare le esportazioni russe verso l’Europa e verso il resto del mondo e quindi per creare le condizioni di una crisi economica e sociale in Russia che avrebbe dovuto portare all’ennesima rivoluzione. Che bisogno c’è di questa provocazione quando è del tutto evidente che la Russia in tutti questi anni, da quando esiste, non si è impadronita di un solo centimetro quadrato esterno?”. (Continua a leggere dopo il video)

Biden: “Putin ha scelto questa guerra, dovrà subire le conseguenze”

Terminata la riunione virtuale del G7, il presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden si presenta in conferenza stampa: “Putin e il suo Paese dovranno subire le conseguenze. Andremmo a imporre un prezzo alto che dovranno pagare. Oggi il rublo è a un livello mai stato così basso come valore, il mercato azionario è crollato. Abbiamo sanzionato le banche russe, lavoriamo per impedire il lavoro alle principali banche russe. Il patrimonio dei russi in America sarà congelato, ivi compresa la seconda banca russa. In questo momento non sarà più possibile per la Russia fare investimenti in Europa e negli Stati Uniti”. Dalla Casa Bianca Biden ha poi confermato l’impegno di Washington sul sostegno militare all’Alleanza Atlantica: “Prenderemo iniziative per proteggere gli alleati della Nato. Le nostre forze in Europa difenderanno gli alleati della Nato, difendendo ogni centimetro del territorio dell’alleanza”. (Continua a leggere dopo il video)

Vertice straordinario Nato: domani alle 15

La portavoce della Nato riferisce che il vertice straordinario virtuale dei capi di Stato e di governo dei 30 Paesi della Nato sull’Ucraina si svolgerà venerdì 25 febbraio a partire dalle 15. Alla riunione è prevista anche la partecipazione dell’Ue. In seguito alle 18 è in programma la conferenza stampa del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. (Continua a leggere dopo i Tweet)

Chernobyl ai russi: la conferma dal Consigliere del Presidente Zelensky

“È impossibile dire che la centrale nucleare di Chernobyl sia al sicuro dopo un attacco totalmente inutile da parte dei russi”: ha dichiarato il Consigliere del Presidente Zelensky Mykhailo Podolyak annunciandone la conquista degli invasori. Podolyak ha precisato che il Governo locale non è a conoscenza sulle condizioni in cui si trovano i reattori spenti, la zona di confinamento e il magazzino delle scorie nucleari. “Questa è una delle minacce più gravi in Europa oggi”, ha aggiunto. (Continua a leggere dopo i Tweet)

Il grido di “no alla guerra” si è sentito anche in casa della Russia. Da Mosca a San Pietroburgo, ma anche nella distante Perm, migliaia di persone sono scese in piazza contro l’azione intrapresa da Putin. La ong OVD-Info, organizzazione specializzata nel monitoraggio delle proteste, riferisce che almeno 705 persone in 40 diverse città sono state arrestate in Russia per aver manifestato contro l’intervento militare in Ucraina. (Continua a leggere dopo i Tweet)

Tracollo delle borse: è giovedì nero

Pesante il bollettino finanziario nel giorno dello scoppio del conflitto in Ucraina: Milano -4,15%, Londra -3,63%, Francoforte -3,96%, Parigi -3,83%.La borsa di Mosca crolla a -33%. Se la passa male anche il resto del continente asiatico con Tokyo che ha lasciato sul terreno l’1,81%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è crollato del 3,21%. A Piazza Affari i maggiori titoli pagano uno scotto salatissimo, lo testimoniano il -13,49% di Unicredit o il -10,40% di Pirelli. Si aggrava, invece, lo stato dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Il gas naturale sui mercati europei è schizzato quasi del 60%, petrolio in crescita del 6-7%, sale di oltre il 5% il valore del grano (uno dei maggiori prodotti esportati dall’Ucraina).

Putin: “Russia parte dell’economia mondiale. Ai nostri partner non conviene sanzionarci”

Il presidente russo Vladimir Putin a colloquio con gli imprenditori a Mosca: “La Russia resterà all’interno dell’economia mondiale. Ai nostri partner non conviene sanzionarci“. L’incontro trasmesso in diretta dalla televisione russa è stato occasione per il Primo Ministro per commentare l’invasione: “Quello che sta succedendo in Ucraina è una misura necessaria, non ci è stata lasciata alcuna possibilità di fare diversamente. I rischi erano tali per noi che non sapevamo nemmeno se il nostro Paese sarebbe esistito”.

Roma, mobilitazione sotto l’ambasciata della Russia

Cittadini italiani e ucraini si sono riuniti nel pomeriggio davanti l’ambasciata russa a Roma. Una manifestazione di solidarietà a favore del Paese invaso e per chiedere pace immediata. (Continua a leggere dopo le foto)

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Forte esplosione nella base aerea di Melitopol, nel sud est ucraino (Continua a leggere dopo i Tweet)

Zelensky: “Le forze di occupazione russe stanno cercando di occupare Chernobyl”

Rischiano di essere distrutti gli impianti di stoccaggio delle scorie della disarmata centrale nucleare di Chernobyl. Si registrano combattimenti tra forze russe e ucraine nella zona della tragedia del 1986. La notizia riportata da Nbc News ha trovato conferma nella parole del Premier ucraino Volodymyr Zelens’kyj: “Questa è una dichiarazione di guerra contro l’intera Europa”. (Continua a leggere dopo i Tweet)

La Russia prende il controllo di un aeroporto vicino Kiev

Dopo un assalto aereo condotto con elicotteri Mi-8, le truppe russe hanno preso il controllo dell’aeroporto internazionale Antonov di Hostomel, a pochi chilometri da Kiev. (Continua a leggere dopo i Tweet)

Presa di posizione dell’Uefa: “Stiamo affrontando questa situazione con la massima serietà e urgenza. Le decisioni saranno prese dal comitato esecutivo UEFA e annunciate venerdì 25 febbraio”. (Continua a leggere dopo la foto)

uefa ucraina

Cnn: Biden parla alle 18.00 (ore italiane)

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden si appresta ad annunciare nuove sanzioni contro Mosca alle 12.00 ora locale: lo riporta l’inviata alla Casa Bianca della Cnn.

Annuncio del ministro Franceschini: il Colosseo si tinge di giallo e blu (Continua a leggere dopo la foto)

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Riunione straordinaria del Copasir – Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: audito l’Autorità delegata Franco Gabrielli

“Il sottosegretario ha aggiornato tempestivamente il Comitato sulla riunione del Cisr e sugli intendimenti del governo per fronteggiare la gravissima situazione, insieme ai partner europei e agli alleati atlantici, e sulle ricadute sulla nostra sicurezza nazionale, con particolare riferimento al tema dell’approvvigionamento energetico, la sicurezza cybernetica, i riflessi sui flussi migratori e l’impatto sullo scenario internazionale“: lo rende noto il senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir.

Kiev allo sbando: la capitale ucraina vive ore di alta tensione (Continua a leggere dopo i Tweet)

Terminata la riunione del Consiglio dei Ministri, il Premier Draghi ha rilasciato dichiarazioni alla stampa sulla guerra in Ucraina (Continua a leggere dopo il video)

“Nella notte, la Russia ha avviato un’offensiva militare nel territorio ucraino da più parti, con lo scopo iniziale di distruggere le principali installazioni di difesa di Kiev. L’apparato militare di Mosca si è mosso in maniera coordinata, con incursioni aeree, terrestri, anfibie focalizzate sugli obiettivi di primaria importanza. L’Ucraina è un Paese europeo, una nazione amica. È una democrazia colpita nella propria legittima sovranità. Voglio esprimere la solidarietà piena e incondizionata del popolo e del Governo italiano al popolo ucraino e al Presidente Zelensky. Quanto succede in Ucraina riguarda tutti noi, il nostro vivere da liberi, la nostra democrazia. La nostra Ambasciata a Kiev è aperta, pienamente operativa e mantiene i rapporti con le Autorità ucraine, in stretto coordinamento con le altre Ambasciate, anche a tutela dei circa 2000 italiani residenti. L’Ambasciata resta in massima allerta, pronta ad adottare ogni necessaria decisione. L’Italia condivide la posizione più volte espressa anche dagli alleati di voler cercare una soluzione pacifica alla crisi. Ho sempre pensato che qualsiasi forma di dialogo dovesse essere sincero e soprattutto utile. Le azioni del governo russo di questi giorni lo rendono nei fatti impossibile. L’Italia, l’Unione Europea e tutti gli alleati chiedono al Presidente Putin di mettere fine immediatamente allo spargimento di sangue e di ritirare le proprie forze militari al di fuori dei confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina in modo incondizionato.

In queste ore ho sentito i partner europei, a partire dal Presidente francese Emmanuel Macron, dal Cancelliere tedesco Olaf Scholz e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Con gli Alleati della NATO, ci stiamo coordinando per potenziare immediatamente le misure di sicurezza sul fianco Est dell’Alleanza e stiamo rafforzando il nostro già rilevante contributo allo spiegamento militare in tutti i Paesi Alleati più direttamente esposti. Domani ci sarà anche una riunione straordinaria dei leader della NATO. Questo pomeriggio avremo una consultazione dei G7, alla quale parteciperà anche il Segretario Generale della NATO Stoltenberg, al termine della quale mi recherò a Bruxelles per un Consiglio Europeo straordinario. In quella sede, decideremo un pacchetto di sanzioni molto dure nei confronti della Russia. Avevamo ribadito in tutte le sedi di essere pronti a imporre conseguenze severe nel caso la Russia, come è purtroppo accaduto, avesse respinto i nostri tentativi di risolvere la crisi per via politica. Questo è il momento di metterle in campo. L’Italia è pienamente allineata ai partner su questa posizione.

Capisco che queste siano ore di grande preoccupazione per tutti i cittadini. Domani riferirò al Parlamento sugli sviluppi del conflitto in corso. Voglio dirvi che il Governo intende lavorare senza sosta per risolvere questa crisi. Abbiamo accanto i nostri alleati – l’Europa, gli Stati Uniti. Insieme faremo tutto il necessario per preservare la sovranità dell’Ucraina, la sicurezza dell’Europa, e l’integrità dell’ordine internazionale basato sulle regole e sui valori da noi tutti condivisi”.

Nota del Quirinale: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per oggi, 24 febbraio 2022, alle ore 16.30”.

Le reazioni dei leader politici italiani: la condanna dell’invasione in Ucraina è bipartisan (Continua a leggere dopo la foto)

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Il rublo e la borsa russa crollano

Intanto il rublo russo è crollato in borsa dopo l’annuncio delle sanzioni. la valuta di Mosca sta cedendo il 7,8% sul dollaro, con cui scambia ormai a un passo da quota 90 (88,7 rubli per 1 dollaro). Il calo sull’euro si attesta al 7,5% a 99,8. La Borsa di Mosca crolla di quasi il 30% dopo l’attacco.

Vitali Klichko, ex pugile campione del mondo e sindaco di Kiev, come riporta l’inviato del Guardian Luke Harding, ha invitato la popolazione a non farsi prendere dal panico, mentre gli abitanti cercano di lasciare la capitale o si rifugiano nei rifugi antiaerei. (Continua a leggere dopo la foto)

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Kiev: popolazione in fuga

Traffico congestionato, persone in fila per i rifornimenti di fortuna e poi la corsa fuori dalla capitale dell’Ucraina. Gli echi dell’esplosioni hanno innescato la corsa della popolazione per fuggire da Kiev. L’obiettivo è lasciare i centri abitati in favore di aree meno a rischio dell’offensiva militare della Russia. Le immagini mostrano caos in strada, arterie bloccate da migliaia di auto alla ricerca della fuga. (Continua a leggere dopo la foto)

kiev fuga

La risposta Usa e dell’Unione europea

La risposta europea è stata affidata ad un nota congiunta del Presidente del Consiglio UE Charles Michel e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “Deploriamo la perdita di vite umane e la sofferenza umanitaria. L’Ue e i suoi Stati membri sono pronti a fornire urgentemente una risposta di emergenza umanitaria. Chiediamo alla Russia di rispettare il diritto umanitario internazionale. L’Ue sostiene fermamente l’Ucraina e il suo popolo nell’affrontare questa crisi senza precedenti. L’Ue fornirà ulteriore assistenza politica, finanziaria e umanitaria”.

Joe Biden ha avuto colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, condannando l’offensiva russa e assicurando il sostegno americano all’Ucraina. Biden ha assicurato una dura reazione nei confronti della Russia, incrementando al massimo livello le sanzioni contro il Cremlino. (Continua a leggere dopo la foto)

biden tweet

La Nato ha condannato con forza l’attacco ingiustificato della Russia contro l’Ucraina e chiede a Mosca “di fermare immediatamente la sua azione militare”.

Il ministro degli esteri ucraino ha assicurato che l’esercito di Kiev è pronto alla resistenza contro l’offensiva russa e ad una mobilitazione generale in difesa del territorio ucraino. Il Ministro Kuleba ha invitato la comunità internazionale a colpire la Russia con dure sanzioni economiche, isolando Mosca dalla sistema economico internazionale. (Continua a leggere dopo la foto)

kuleba

Come riporta l’ambasciate USA a Kiev l’offensiva russa ha colpito diverse città sul territorio ucraino. Esplosioni stono state sentite a Kiev, Kharkiv e nelle città costiera del mare di Azov, Mariupol, e ad Odessa, centro strategico sul Mar Nero. “Le difese aree dell’Ucraina sono state soppresse”, sostiene il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, l’agenzia di stampa ufficiale russa. (Continua a leggere dopo la foto)

embassy kyiv

Bloccata la navigazione sul mare di Azov, forze russe sarebbero entrate anche dalla Biellorussia e dalla Crimea, territorio annesso alla Russia nel 2014, ma de iure appartenente all’Ucraina.

Pubblichiamo la traduzione integrale del video pubblicato dal sito del governo di Mosca

Traduzione integrale del discorso di Vladimir Putin

Cari cittadini russi! Cari amici!

Oggi, ritengo ancora una volta necessario tornare sui tragici eventi accaduti nel Donbass e sulle questioni chiave per garantire la sicurezza della stessa Russia.

Vorrei iniziare con quanto ho già detto nel mio discorso dello scorso 21 febbraio, su ciò che ci provoca particolare preoccupazione e ansia, su quelle minacce fondamentali che anno dopo anno, passo dopo passo, vengono create in modo rude e senza tanti proclami da politici irresponsabili in Occidente nei confronti del nostro Paese. Intendo l’espansione del blocco NATO ad est, avvicinando le sue infrastrutture militari ai confini russi.

È noto che per 30 anni abbiamo cercato con insistenza e pazienza di raggiungere un accordo con i principali Paesi della NATO sui principi di una sicurezza uguale e indivisibile in Europa. In risposta alle nostre proposte, ci siamo trovati costantemente di fronte a cinici inganni e menzogne, ora tentativi di pressioni e ricatti. Mentre l’Alleanza del Nord Atlantico, nel frattempo, nonostante tutte le nostre proteste e preoccupazioni, è in costante espansione. La macchina militare si muove e, ripeto, si avvicina ai nostri confini.

Perché sta succedendo tutto questo? Da dove viene questo modo sfacciato di parlare di esclusività, infallibilità e permissività? Da dove viene l’atteggiamento sprezzante nei confronti dei nostri interessi e delle nostre esigenze assolutamente legittime? La risposta è chiara, tutto è chiaro ed ovvio. L’Unione Sovietica alla fine degli anni ’80 del secolo scorso si è indebolita e poi è completamente crollata. L’intero corso degli eventi di allora è una buona lezione anche per noi oggi: ha mostrato in modo convincente che la paralisi del potere e della volontà è il primo passo verso il completo degrado, verso l’oblio. Non appena abbiamo perso la fiducia in noi stessi per qualche tempo, l’equilibrio di potere nel mondo si è rivelato precario.

Ciò ha portato al fatto che i precedenti trattati e accordi non sono più in vigore. La persuasione e le richieste non aiutano. Tutto quello che non si addice all’egemonia, al potere, viene dichiarato arcaico, obsoleto, non necessario. E viceversa: tutto quello che a loro sembra vantaggioso viene presentato come la verità ultima, spinta a tutti i costi, rozzamente, con tutti i mezzi.

Ciò di cui parlo ora non riguarda solo la Russia, non solo noi. Questo vale per l’intero sistema delle relazioni internazionali, e talvolta anche per gli stessi alleati degli Stati Uniti. Dopo il crollo dell’URSS, iniziò effettivamente la spartizione del mondo e le norme di diritto internazionale che si erano sviluppate a quel tempo – e quei codici, di base, furono adottati alla fine della Seconda Guerra Mondiale e ne consolidarono ampiamente i risultati – cominciò a interferire con coloro che si dichiararono vincitori della Guerra Fredda.

Certo, nella vita pratica, nelle relazioni internazionali, nelle regole bisognava tener conto dei mutamenti della situazione mondiale e degli stessi equilibri di potere. Tuttavia, ciò avrebbe dovuto essere fatto in modo professionale, fluido, paziente, tenendo conto e rispettando gli interessi di tutti i Paesi e comprendendo la nostra responsabilità. Non uno stato di euforia da assoluta superiorità, una sorta di moderna forma di assolutismo, e anche sullo sfondo di un basso livello di cultura generale e arroganza di coloro che hanno preparato, adottato e spinto attraverso decisioni vantaggiose solo per se stessi. La situazione iniziò a svilupparsi secondo uno scenario diverso.

Non bisogna cercare lontano per avere degli esempi. In primo luogo, senza alcuna sanzione da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU, hanno condotto una sanguinosa operazione militare contro Belgrado, utilizzando aerei e missili proprio nel centro dell’Europa. Diverse settimane di continui bombardamenti di città civili, su infrastrutture di supporto vitale. Dobbiamo ricordare questi fatti, nonostante ad alcuni colleghi occidentali non piaccia ricordare quegli eventi. Quando ne parliamo preferiscono indicare non le norme del diritto internazionale, ma le circostanze che interpretano come meglio credono.

Poi è stata la volta dell’Iraq, della Libia, della Siria. L’uso illegittimo della forza militare contro la Libia, la perversione di tutte le decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla questione libica hanno portato alla completa distruzione dello Stato, all’emergere di un enorme focolaio di terrorismo internazionale, al fatto che il Paese è precipitato in una catastrofe umanitaria che non si ferma. La tragedia che ha condannato centinaia di migliaia, milioni di persone non solo in Libia, ma in tutta questa regione, ha dato luogo a un massiccio esodo migratorio dal Nord Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa. Un destino simile era stato preparato per la Siria. I combattimenti della coalizione occidentale sul territorio di questo Paese senza il consenso del Governo siriano e la sanzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu non sono altro che aggressione, intervento.

Tuttavia, un posto speciale in questa lista è occupato, ovviamente, dall’invasione dell’Iraq, senza alcun fondamento giuridico. Come pretesto, hanno usato informazioni affidabili presumibilmente disponibili per gli Stati Uniti sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq. A riprova di ciò, pubblicamente, davanti al mondo intero, il Segretario di Stato americano stava agitando una specie di provetta con polvere bianca, assicurando a tutti che questa è l’arma chimica sviluppata in Iraq. E poi si è scoperto che era tutto una bufala, un bluff: non ci sono armi chimiche in Iraq. Incredibile, sorprendente, ma il fatto resta. C’erano bugie al più alto livello dello Stato e dall’alto podio delle Nazioni Unite. E di conseguenza: enormi perdite, distruzione, un’incredibile ondata di terrorismo.

In generale si ha l’impressione che praticamente ovunque, in molte regioni del mondo, dove l’Occidente viene a stabilire il proprio ordine, il risultato siano ferite sanguinanti e non rimarginate, ulcere del terrorismo internazionale e dell’estremismo. Tutto quello che ho detto è il più eclatante, ma non unico, esempio di disprezzo del diritto internazionale.

Promettono al nostro Paese di non espandere la NATO neanche di un pollice a est. Ripeto: mi hanno ingannato. In termini popolari: l’hanno semplicemente buttata via. Sì, si sente spesso dire che la politica è un affare sporco. Forse, ma non nella stessa misura, non nella stessa misura. Dopotutto, tale comportamento imbroglione contraddice non solo i principi delle relazioni internazionali, ma soprattutto le norme morali generalmente riconosciute. Dove sono giustizia e verità qui? Solo un mucchio di bugie e ipocrisie.

A proposito, politici, scienziati politici e giornalisti americani scrivono e parlano del fatto che negli ultimi anni negli Stati Uniti si è creato un vero e proprio “impero delle bugie”. È difficile non essere d’accordo, è vero. Gli Stati Uniti sono ancora un grande Paese, una potenza che fa sistema. Tutti i suoi satelliti non solo danno rassegnato e doveroso assenso, cantano insieme a lei per qualsiasi motivo, ma copiano anche il suo comportamento, accettano con entusiasmo le regole che propone. Pertanto, a ragione, possiamo affermare con sicurezza che l’intero cosiddetto blocco occidentale, formato dagli Stati Uniti a propria immagine e somiglianza, è il vero “impero della menzogna”.

Quanto al nostro Paese, dopo il crollo dell’URSS e l’apertura senza precedenti della nuova Russia moderna, gli Stati Uniti e gli altri partner occidentali hanno subito cercato di metterci alle strette, di finirci e distruggerci completamente nonostante la nostra disponibilità a lavorare onestamente nelle condizioni di un disarmo praticamente unilaterale. Questo è esattamente ciò che è successo negli anni ’90, all’inizio degli anni 2000, quando il cosiddetto Occidente collettivo ha sostenuto più attivamente il separatismo e le bande mercenarie nella Russia meridionale. Quali sacrifici, quali perdite ci costò tutto questo allora, quali prove abbiamo dovuto affrontare prima di spezzare finalmente la schiena al terrorismo internazionale nel Caucaso. Lo ricordiamo e non lo dimenticheremo mai.

Sì, infatti, fino a poco tempo fa hanno continuato nel tentativo di usarci per i propri interesse, di distruggere i nostri valori tradizionali e di imporci i loro pseudo-valori che corroderebbero noi, la nostra gente dall’interno, quegli atteggiamenti che stanno già piantando in modo aggressivo nei loro Paesi e che portano direttamente al degrado e alla degenerazione, perché contraddicono la natura stessa dell’uomo. Non succederà, nessuno l’ha mai fatto. Non funzionerà neanche adesso.

Nonostante tutto, nel dicembre 2021, abbiamo comunque tentato ancora una volta di concordare con gli Stati Uniti e i suoi alleati i principi di garanzia della sicurezza in Europa e della non espansione della NATO. Tutto è vanificato. La posizione degli Stati Uniti non cambia. Non ritengono necessario negoziare con la Russia su questa questione fondamentale per noi, perseguendo i propri obiettivi, trascurando i nostri interessi.

E ovviamente, in questa situazione, abbiamo una domanda: cosa fare dopo, cosa aspettarsi? Conosciamo bene la storia, sappiamo come negli anni Quaranta, all’inizio degli anni Quaranta, l’Unione Sovietica cercò in tutti i modi di prevenire o almeno ritardare lo scoppio della guerra. A tal fine, tra l’altro, provò letteralmente fino all’ultimo di non provocare un potenziale aggressore, non compiendo e rimandando le azioni più necessarie e ovvie per prepararsi a respingere un inevitabile attacco. E quei passi che furono fatti, alla fine, furono catastroficamente tardivi.

Di conseguenza, il Paese non fu pronto ad affrontare pienamente l’invasione della Germania nazista, che attaccò la nostra Patria il 22 giugno 1941 senza dichiarare guerra. Il nemico fu fermato e poi schiacciato, ma a un costo colossale. Un tentativo di placare l’aggressore alla vigilia della “Grande Guerra Patriottica” si rivelò un errore costato caro al nostro popolo. Nei primissimi mesi di ostilità perdemmo territori enormi, strategicamente importanti e milioni di persone.

Non faremo un errore del genere per la seconda volta. Coloro che rivendicano il dominio del mondo, pubblicamente, impunemente e sottolineo senza alcun motivo, dichiarano noi – la Russia – il loro nemico. Infatti, oggi hanno grandi capacità finanziarie, scientifiche, tecnologiche e militari. Ne siamo consapevoli e valutiamo oggettivamente le minacce che ci vengono costantemente rivolte in ambito economico, nonché la nostra capacità di resistere a questo ricatto sfacciato e permanente. Ripeto, li valutiamo senza illusioni, in modo estremamente realistico.

Per quanto riguarda la sfera militare, la Russia moderna, anche dopo il crollo dell’URSS e la perdita di una parte significativa del suo potenziale, è oggi una delle più potenti potenze nucleari del mondo e, inoltre, presenta alcuni progressi in una serie di armi di ultima generazione. A questo proposito, nessuno dovrebbe avere dubbi sul fatto che un attacco diretto al nostro Paese porterà alla sconfitta e alle terribili conseguenze per qualsiasi potenziale aggressore. Allo stesso tempo, le tecnologie, comprese le tecnologie di difesa, stanno cambiando rapidamente. La leadership in quest’area sta passando e continuerà a passare di mano. Ma lo sviluppo militare dei territori adiacenti ai nostri confini, se lo consentiamo, durerà per decenni a venire, forse per sempre. Creerà un quadro sempre crescente, minaccia assolutamente inaccettabile per la Russia.

Anche ora, mentre la NATO si espande ad est, la situazione per il nostro Paese sta peggiorando e diventando ogni anno più pericolosa. Inoltre, in questi giorni, la leadership della NATO ha parlato apertamente della necessità di accelerare l’avanzamento delle infrastrutture dell’Alleanza fino ai confini della Russia. In altre parole, stanno rafforzando la loro posizione. Non possiamo più semplicemente continuare a osservare ciò che sta accadendo. Sarebbe assolutamente irresponsabile da parte nostra.

L’ulteriore espansione delle infrastrutture dell’Alleanza del Nord Atlantico, lo sviluppo militare dei territori dell’Ucraina è per noi inaccettabile. Il punto, ovviamente, non è l’organizzazione NATO in sé, è solo uno strumento della politica estera statunitense. Il problema è che nei territori a noi adiacenti, badate, nei nostri stessi territori storici, si sta creando un sistema “anti-Russia” a noi ostile che è stato posto sotto il completo controllo esterno. È intensamente colonizzato dalle forze armate dei paesi della NATO ed è dotato delle armi più moderne.

Per gli Stati Uniti e i suoi alleati, questa è la cosiddetta politica di contenimento della Russia, evidenti dividendi geopolitici. E per il nostro Paese, questa è in definitiva una questione di vita o di morte, una questione per il nostro futuro storico come popolo. Questa non è un’esagerazione, è vero. Questa è una vera minaccia non solo per i nostri interessi, ma anche per l’esistenza stessa del nostro Stato, la sua sovranità. Questa è la linea rossa di cui si è parlato molte volte. L’hanno superata. A tal proposito, sulla situazione nel Donbass vediamo che le forze che hanno compiuto un colpo di stato in Ucraina nel 2014 hanno preso il potere e lo stanno detenendo con l’aiuto, di fatto, di procedure elettorali decorative. Hanno finalmente abbandonato la soluzione pacifica del conflitto. Per otto anni, otto anni infiniti, abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere la situazione con mezzi pacifici e politici. Tutto invano.

Come ho detto nel mio discorso precedente, non si può guardare ciò che sta accadendo lì senza compassione. Era semplicemente impossibile sopportare tutto questo. Era necessario fermare immediatamente questo incubo: il genocidio contro le milioni di persone che vivono lì, che fanno affidamento solo sulla Russia, sperano solo in noi. Queste aspirazioni, questi sentimenti, il dolore delle persone, sono state per noi il motivo principale per prendere la decisione di riconoscere le repubbliche popolari del Donbass.

Quello che penso sia importante sottolineare ulteriormente: i principali paesi della NATO, al fine di raggiungere i propri obiettivi, sostengono in tutto i nazionalisti estremisti e neonazisti in Ucraina, che, a loro volta, non perdoneranno mai i residenti di Crimea e Sebastopoli per la loro libera scelta, la riunificazione con la Russia. Ovviamente saliranno in Crimea, e proprio come nel Donbass scateneranno una guerra per uccidere, come i complici di Hitler uccisero persone indifese durante la Grande Guerra Patriottica. Dichiarano apertamente di rivendicare un certo numero di altri territori russi.

L’intero corso degli eventi e l’analisi delle informazioni in arrivo mostra che lo scontro della Russia con queste forze è inevitabile. È solo questione di tempo: si stanno preparando, aspettano il momento giusto. Ora affermano anche di possedere armi nucleari. Non permetteremo che ciò avvenga. Come ho detto prima, dopo il crollo dell’URSS, la Russia ha accettato nuove realtà geopolitiche. Rispettiamo e continueremo a trattare con rispetto tutti i Paesi di nuova formazione nello spazio post-sovietico. Rispettiamo e continueremo a rispettare la loro sovranità. Un esempio di ciò è l’assistenza che abbiamo fornito al Kazakistan, che ha dovuto affrontare eventi tragici, con una sfida alla sua statualità e integrità. Ma la Russia non può sentirsi al sicuro, svilupparsi, esistere con una minaccia costante proveniente dal territorio dell’Ucraina moderna.

Permettetemi di ricordarvi che nel 2000-2005 abbiamo respinto i terroristi nel Caucaso, abbiamo difeso l’integrità del nostro Stato, salvato la Russia. Nel 2014 abbiamo sostenuto i residenti della Crimea e di Sebastopoli. Nel 2015, le forze armate erano solite porre una barriera affidabile alla penetrazione dei terroristi dalla Siria in Russia. Non avevamo altro modo per proteggerci.

La stessa cosa sta accadendo ora. Semplicemente a te e a me non è stata lasciata alcuna altra opportunità per proteggere la Russia, il nostro popolo, ad eccezione di quella che saremo costretti a sfruttare oggi. Le circostanze richiedono un’azione decisa e immediata. Le repubbliche popolari del Donbass si sono rivolte alla Russia con una richiesta di aiuto.

A questo proposito, ai sensi dell’articolo 51 della parte 7 della Carta delle Nazioni Unite, con l’approvazione del Consiglio della Federazione russa e in applicazione dei trattati di amicizia e assistenza reciproca ratificati dall’Assemblea federale il 22 febbraio di quest’anno con il Donetsk Repubblica popolare e Repubblica popolare di Luhansk, ho deciso di condurre un’operazione militare speciale.

Il suo obiettivo è proteggere le persone che sono state oggetto di bullismo e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni. E per questo ci adopereremo per la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina, nonché per assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro i civili, compresi i cittadini della Federazione Russa.

Allo stesso tempo, i nostri piani non includono l’occupazione dei territori ucraini. Non imporremo nulla a nessuno con la forza. Allo stesso tempo, sentiamo che negli ultimi tempi in Occidente ci sono sempre più parole che i documenti firmati dal regime totalitario sovietico, che consolidano i risultati della seconda guerra mondiale, non dovrebbero più essere eseguiti. Ebbene, qual è la risposta a questo?

I risultati della seconda guerra mondiale, così come i sacrifici fatti dal nostro popolo sull’altare della vittoria sul nazismo, sono sacri. Ma questo non contraddice gli alti valori dei diritti umani e delle libertà, basati sulle realtà che si sono sviluppate oggi in tutti i decenni del dopoguerra. Inoltre, non annulla il diritto delle nazioni all’autodeterminazione, sancito dall’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite.

Lascia che ti ricordi che né durante la creazione dell’URSS, né dopo la seconda guerra mondiale, le persone che vivono in determinati territori che fanno parte dell’Ucraina moderna, nessuno si è mai chiesto come vogliono organizzare la propria vita. La nostra politica si basa sulla libertà, la libertà di scelta per ciascuno di determinare autonomamente il proprio futuro e il futuro dei propri figli. E riteniamo importante che questo diritto – il diritto di scelta – possa essere utilizzato da tutti i popoli che vivono sul territorio dell’odierna Ucraina, da chiunque lo desideri.

A questo proposito, mi rivolgo ai cittadini ucraini. Nel 2014, la Russia è stata obbligata a proteggere gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli da coloro che tu stesso chiami “nazisti”. I residenti della Crimea e di Sebastopoli hanno scelto di stare con la loro patria storica, con la Russia, e noi lo abbiamo sostenuto. Ripeto, semplicemente non potremmo fare altrimenti.

Gli eventi di oggi non sono collegati al desiderio di violare gli interessi dell’Ucraina e del popolo ucraino. Sono legati alla protezione della stessa Russia da coloro che hanno preso in ostaggio l’Ucraina e stanno cercando di usarla contro il nostro paese e il suo popolo.

Ripeto, le nostre azioni sono autodifesa contro le minacce che si stanno creando per noi e da un disastro ancora più grande di quello che sta accadendo oggi. Per quanto difficile possa essere, vi chiedo di capirlo e di chiedere collaborazione per voltare al più presto questa tragica pagina e andare avanti insieme, per non permettere a nessuno di interferire nei nostri affari, nelle nostre relazioni, ma per costruirli da soli, in modo che crei le condizioni necessarie per superare tutti i problemi e, nonostante la presenza di confini statali, ci rafforzi dall’interno nel suo insieme. Io credo in questo – in questo è il nostro futuro.

Vorrei anche rivolgermi al personale militare delle forze armate ucraine.

Cari compagni! I vostri padri, nonni, bisnonni non hanno combattuto i nazisti, difendendo la nostra Patria comune, così che i neonazisti di oggi hanno preso il potere in Ucraina. Hai giurato fedeltà al popolo ucraino e non alla giunta antipopolare che saccheggia l’Ucraina e deride queste stesse persone.

Non seguire i suoi ordini criminali. Vi esorto a deporre immediatamente le armi e ad andare a casa. Mi spiego meglio: tutti i militari dell’esercito ucraino che soddisfano questo requisito potranno lasciare liberamente la zona di combattimento e tornare dalle loro famiglie.

Ancora una volta, sottolineo con forza: ogni responsabilità per un possibile spargimento di sangue sarà interamente sulla coscienza del regime che regna sul territorio dell’Ucraina.

Ora alcune parole importanti, molto importanti per coloro che potrebbero essere tentati di intervenire negli eventi in corso. Chiunque tenti di ostacolarci, e ancor di più di creare minacce per il nostro Paese, per il nostro popolo, dovrebbe sapere che la risposta della Russia sarà immediata e ti porterà a conseguenze che non hai mai sperimentato nella tua storia. Siamo pronti per qualsiasi sviluppo degli eventi. Tutte le decisioni necessarie al riguardo sono state prese. Spero di essere ascoltato.

Cari cittadini russi!

Il benessere, l’esistenza stessa di interi stati e popoli, il loro successo e la loro vitalità hanno sempre origine nel potente apparato radicale della loro cultura e dei loro valori, esperienze e tradizioni dei loro antenati. Ovviamente dipendono direttamente dalla capacità di adattarsi rapidamente a una vita in continuo cambiamento, sulla coesione della società, sulla sua disponibilità a consolidarsi, a raccogliere tutte le forze per andare avanti. Le forze sono necessarie sempre, ma la forza può essere di qualità diversa. Al centro della politica dell‘”impero della menzogna“, di cui ho parlato all’inizio del mio discorso, c’è principalmente la forza bruta e schietta. In questi casi, diciamo: “C’è potere, la mente non è necessaria”. Voi e io sappiamo che la vera forza risiede nella giustizia e nella verità, che è dalla nostra parte. E se è così, allora è difficile non essere d’accordo con il fatto che la forza e la prontezza a combattere stanno alla base dell’indipendenza e della sovranità, sono le basi necessarie su cui puoi costruire in modo affidabile il tuo futuro, costruire la tua casa, la tua famiglia, la tua patria.

Cari connazionali, sono fiducioso che i soldati e gli ufficiali delle forze armate russe devoti al loro Paese adempiranno al loro dovere con professionalità e coraggio. Non ho dubbi che a ogni livello di governo, gli specialisti responsabili della stabilità della nostra economia, del sistema finanziario, della sfera sociale, i capi delle nostre aziende e tutte le imprese russe agiranno in modo coordinato ed efficiente. Conto su una posizione solida e patriottica di tutti i partiti parlamentari e delle forze pubbliche.

In definitiva, come è sempre stato nella storia, il destino della Russia è nelle mani affidabili del nostro popolo multiculturale. E questo significa che le decisioni prese saranno attuate, gli obiettivi fissati saranno raggiunti, la sicurezza della nostra Patria sarà garantita in modo affidabile.

Credo nel vostro sostegno, in quella forza invincibile che ci dà il nostro amore per la Patria.

Vladimir Putin, 24 febbraio 2022 (Continua a leggere dopo la foto)

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Cosa sta accadendo in Ucraina?

Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio sono scattate le operazioni militari russe in Ucraina. Vladimir Putin ha annunciato con un video-messaggio un’operazione militare speciale in difesa delle popolazione russa sul territorio ucraino e nella regione storica del Donbass. L’attacco russo è stato preceduto nei giorni precedenti dal riconoscimento delle autoproclamate repubbliche indipendenti di Donetsk e Luhansk.

Sanzioni, il terribile prezzo bellico che si abbatterà su di noi arriva direttamente da Washington

Prosegue senza sosta la vicenda del fronte ucraino, ove si affrontano senza tregua la monarchia del dollaro e la Russia di Putin. La colpa di Putin è quella di non piegarsi al delirio di onnipotenza imperialistico proprio della civiltà dell’hambuger. La Russia resiste e non si piega pretendo di mantenersi sovrana indipendente. Tanto basta a renderla odiosa.

L’Unione Europea stessa, lungi dall’essere un blocco indipendente e sovrano, non è che una colonia senza anima di Washington. L’evoluzione più recente di questa brutta storia legata alla vicenda della situazione ucraina riguarda le sanzioni che l’UE e l’Italia hanno approvato contro la Russia di Putin. Si tratta di sanzione che definire demenziali è poco.

Sono sanzioni demenziali che non sono nuove se si considera che l’Italia in questi anni si è prodotta sempre in nuove sanzioni a nocumento della Russia di Putin con motivazioni del tutto assurde e inconsistenti. Intanto perché la Russia di Putin non ha mai fatto nulla contro l’Italia e non ha manifestato nessuna forma di ostilità. Cui prodest?

A chi giovano le sanzioni che l’Italia fa costantemente alla Russia? È chiaro come il sole, giovano soltanto a Washington, sono anzi l’imperativo categorico che Washington impone all’Europa, sua colonia. Poco conta se gli ordini non soltanto non rientrano nell’interesse di Roma ma lo pongono in una condizione di sofferenza e di travaglio.

Possiamo dirlo apertamente, le demenziali sanzioni che vigliaccamente l’Italia fa alla Russia su ordine di Washington sono il primo caso di sanzioni che portano nocumento al sanzionante e non al sanzionato. Ciò la dice davvero lunga sull’idiozia di chi ci governa.

Aggiornamento 26 Febbraio 2022

Il documento ignorato di Putin con le richieste alla NATO: era il 2021 e il silenzio fu assordante

Inizio con una doverosa premessa: la guerra va condannata sempre. Nulla può mai giustificarla.

Esprimo quindi massima solidarietà alle sofferenze del popolo ucraino, unica vera vittima sacrificale di tutto quello che sta accadendo. Vittima anche del suo stesso presidente, che li ha condotti nella trappola organizzata dagli Stati Uniti ed ora si ritrova solo in trincea a combattere contro la Russia di Putin, provocato fino al punto di non ritorno. (Continua a leggere dopo la foto)

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Tuttavia condannare la guerra non può prescindere dal condannare chi, quella guerra, l’ha resa inevitabile.

Putin nel 2021 ha presentato un documento alla NATO con una serie di proposte su questioni che lui riteneva prioritarie per la sicurezza nazionale. Prioritarie a tal punto da sentirsi costretto – e lo ha annunciato – a scatenare un conflitto qualora fossero state completamente ignorate. Leggendo quel documento non si scorge assolutamente nulla di illegittimo, Putin chiede infatti di fermare l’espansione militare della NATO ai suoi confini: si era reso conto che tutto intorno a lui parlava di basi in funzione antirussa, basi che la NATO stava armando e che avrebbero messo in pericolo l’esistenza stessa della Russia in futuro.

Quelle richieste ribadite al popolo russo nel suo discorso di annuncio dell’attacco non sono state ascoltate. Queste richieste le hanno ignorate gli Stati Uniti, che hanno tutto da guadagnare dalla reazione spropositata di Putin che costituisce il modo per gli USA di interrompere i rapporti tra Unione Europea e Russia.

A questo erano volte le provocazioni. Pensate che gli Stati Uniti grazie a ciò che accade in queste ore sono riusciti addirittura a congelare il progetto del gasodotto Nord Stream 2 con la Germania, collaborazione alla quale gli USA si erano sempre opposti senza successo.
Se la posizione americana è chiara – ingiustificabile, ma chiara – e cioè provocare Putin usando l’Ucraina come esca e utilizzando la propaganda per allontanare definitivamente Putin dall’Europa senza dover sparare un colpo; dall’altra parte è assolutamente inaccettabile la posizione autolesionista dell’Unione Europea, che invece da quella assurda azione di Putin ha tutto – ma proprio tutto – da perdere. Perché ha ignorato quelle richieste scritte del presidente russo (richieste che sapevano benissimo essere legittime)?

Perché non hanno aperto un tavolo di conciliazione? Perché hanno ignorato persino il discorso di Putin in cui annunciava l’imminente attacco?

L’Unione Europea avrebbe potuto tentare da sola, anche senza l’appoggio degli Stati Uniti, di evitare un’escalation ormai annunciata. La verità è che siamo succubi degli Stati Uniti: l’Unione Europea non esiste. In Europa non esiste alcuna unione.

La guerra in Ucraina squarcia il velo sulle colpe della Nato: cadono le bugie dei circensi mediatici

È guerra! In Ucraina è alla fine accaduto da ieri ciò che dal 2014 si paventava ciò che dovesse presto o tardi accadere. Si è realizzato appieno lo scontro il Leviatano a stelle e strisce e la Russia di Putin. Quest’ultima non è disponibile a piegarsi all’americanizzazione del mondo e quindi al suo graduale accerchiamento gestito dalla Nato.

Dal 1989 e seguenti gli Stati Uniti d’America mirano ad occupare un poco alla volta gli spazi post sovietici. Venuto meno il colosso sovietico all’indomani del crollo del muro di Berlino, gli Stati Uniti hanno preteso da subito di passare all’incasso e dunque di americanizzare gli spazi post sovietici facendo della Russia stessa una semplice appendice rispetto al proprio dominio con rivoluzioni colorate e con manipolazioni ideologica, con permanente diffamazione a reti unificata della Russia, demonizzata come un paese dittatoriale, ora come una monarchia di tipo autoritario, una forma di ritorno alla zarismo.

Gli Stati Uniti concepiscono se stessi come la sola nazione indispensabile, parola di Bill Clinton. Questo rende chiaro il rapporto della civiltà del dollaro con le altre nazioni, ciò in specie se sono nazioni resistenti, non disposte ad inginocchiarsi al cospetto dell’imperialismo atlantista tinteggiato di arcobaleno.

Secondo i benpensanti atlantisti e i nostrani giornalisti a gettone, la Russia dovrebbe assistere muta magari anche grata al proprio accerchiamento ad opera delle autoproclamate forze del bene made in Usa. Quelle forze del bene che per intenderci in Ucraina appoggiano dichiaratamente naziste, con il pieno sostegno anche di quell’Unione europea che una forza di più non è forza autonoma indipendente ma colonia senza dignità di Washington. Secondo la narrazione propugnata da suddetti circensi mediatici e dal suddetto clero giornalistico la Russia farebbe bene a prostrarsi davanti al protettore USA.

La promessa era che la Nato non si sarebbe estesa verso Est. La promessa era che la Nato non si sarebbe estesa verso Est e che avrebbe rispettato la potenza russa, senza cercare in ogni caso lo scontro. La monarchia del dollaro accetterebbe missili in Messico? Perché mai Mosca dovrebbe accettare missili statunitensi in Ucraina?

La narrazione fumettistica e caricaturale è non di meno quella egemonica, tant’è che i più oggi in Italia e in Europa ritengono che ciò che sta accadendo sia della Russia e non dell’imperialismo della civiltà dell’hamburger. Quell’imperialismo che viene orwellianamente appellato di volta in volta con etichette proditorie, pompose e fuorvianti come missioni di pace ed interventismo umanitario. Dobbiamo sperare in una Russia forte e indipendente, ne va delle sorti di un mondo multipolare sottratto ai mortiferi pericoli del monopolarismo atlantista.

Aggiornamento 27/02/2022

Clamoroso Rai, si parla di Ucraina ma il TG2 trasmette un videogioco

Non è stato il ritardo nell’audio di un inviato, né il classico effetto pesce nella boccia (un cult dei TG al momento del collegamento): sono veniali quei peccati tipici della TV nel momento di informare in confronto a quanto accaduto al TG2. L’argomento è spinoso, le cose da dire devono essere molto precise, quanto più minuziose possibili per un conflitto tra superpotenze, ma tutt’a un tratto va in onda quella che è a tutti gli effetti una pioggia di missili, sì, ma frutto della fantasia di un videogioco. (Continua a leggere dopo la foto)

rai2 ucraina videogioco

Il sudato canone e la presenza di un organico addetto a situazioni del genere non ha impedito alla seconda rete della TV di Stato di scambiare armi belliche russe per armi belliche del videogame “War Thunder”, con tanto di commenti drammatici mentre si pensa che quelle che scorrono siano immagini di un attacco nella notte ad opera della Russia in Ucraina. (Continua a leggere dopo la foto)

anni20 ucraina tg2 videogioco

Duro il commento del deputato di Italia Viva nonché Segretario della Commissione Vigilanza Michele Anzaldi, che ha parlato ai microfoni di Stefano Molinari di “Sindrome del Marchese del Grillo”.

Non è la prima volta che un TG nazionale così importante incappa in un refuso grave come questo, si ricordi l’errore del TG La7 quando il direttore Mentana scambiò un frammento del film “Project X” per l’attacco al Campidoglio statunitense di diversi facinorosi filorepubblicani.
Per tirare le somme, i “professionisti dell’informazione” dovrebbero davvero darsi una ridimensionata e aggiornarsi su come reperire e verificare le notizie online, altrimenti diviene pretestuoso condannare in continuazione le “fake news” senza nemmeno saperle riconoscere.

Qui di seguito la simulazione mandata in onda:

Ucraina, l’analisi di Marco Rizzo in diretta: “I generali sono più prudenti dei nostri giornalisti”

A margine dell’incontro con Vladimir Putin la scorsa settimana il presidente Emmanuel Macron aveva parlato di “finlandizzazione” dell’Ucraina per allentare le tensioni con Mosca: “E’ un’ipotesi”, aveva detto ai giornalisti. Ironia della sorte, la Finlandia – neutrale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – valuta l’ipotesi di entrare nella NATO. Proprio questo vuol dire “finlandizzazione”: uno stato di neutralità, per farla breve, la creazione di una sorta di Stato cuscinetto che impedisca tensioni lungo la cortina di ferro venuta a stringersi sempre di più negli ultimi 30 anni in cui molte nazioni dell’ex Unione Societica si sono caricate di basi americane. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Specifichiamo che la guerra è un dramma“. A dirlo in diretta il segretario del Partito Comunista Italiano Marco Rizzo, in protesta domani a Roma contro il Governo per il green pass ma anche per il forte interventismo ravvisato nelle parole di Draghi sulla questione ucraina.
Interventismo che Rizzo ravvisa anche nei media italiani: “Se ci fate caso i generali italiani sono più prudenti dei giornalisti“, a intendere come sempre una comunicazione con l’elmetto che non esita a pretendere di servire sul piatto del pubblico buoni e cattivi a prescindere, senza spiegare come si sia arrivati a una tale tragedia, senza analizzare le cosiddette “cause remote”. Su questo Rizzo non ha dubbi, sulla sindrome da accerchiamento che attanaglia i russi e sulle drammatiche conseguenze c’è una responsabilità degli USA.
Ecco il suo intervento a ‘Lavori in Corso’.

Aggiornamento 28/02/2022

Narrazione filoatlantista colta in fallo: quando Putin disse cosa avrebbe fatto in una conferenza

Ora faremo un po’ di chiarezza sulle responsabilità effettive per quanto sta accadendo in Ucraina, andando sicuramente a contrastare l’inaccettabile propaganda filostatunitense dei media italiani.
Putin ha una grande colpa, quella di aver fatto la scelta estrema di scatenare una guerra, ed una guerra va condannata sempre: non c’è mai nulla che la possa giustificare. Ma la condanna non può assolutamente prescindere dall’identificare le responsabilità di chi quella guerra l’ha resa inevitabile per i propri interessi.

I media occidentali – in particolar modo quelli italiani – stanno totalmente omettendo una parte della narrazione, il compito di chi fa il mio mestiere in maniera libera è ripristinare la verità.

Potrei anch’io tranquillamente partire dalla fine, dire che Putin ha scatenato una guerra in Europa, dipingerlo come un pazzo furioso che ha agito d’istinto e in maniera imprevedibile per la brama di potere e di conquista cogliendo di sorpresa tutte le diplomazie dei paesi coinvolti (perché questa è la narrazione propinata) quindi sareste tutti d’accordo con me. Questo però sarebbe in gran parte falso. (Continua a leggere dopo la foto)

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Quando una giornalista britannica in una recente conferenza stampa ha chiesto a Putin se potesse garantire che la Russia non avrebbe attaccato l’Ucraina, come faceva giustamente pensare il dispiegamento di migliaia di militari russi ai confini, lui rispose con piglio deciso: “Questo dipende soltanto da voi dell’alleanza Atlantica, siete voi che dovete darci garanzie che la nostra sicurezza non sia in pericolo”; poi ha aggiunto “dovete farlo subito, altrimenti non mi resterebbe altro che agire per mettere al sicuro la mia nazione”.

Putin si riferiva, nello specifico, a un documento con una serie di proposte che lui stesso aveva presentato alla NATO. Vi invito anzi a leggerlo quel documento: ditemi se trovate qualche richiesta che può essere considerata spropositata o illegittima.

Il documento si intitola “Accordo sulle misure volte a garantire la sicurezza della Federazione Russa e degli Stati membri della NATO”.
Putin chiedeva all’Alleanza Atlantica di fermare quelle operazioni che potevano risultare come pericolose per la sicurezza nazionale russa. Chiedeva di smettere di prendere in considerazione l’entrata dell’Ucraina nella NATO, di finirla con l’implementazione e l’armamento di basi militari in quelle regioni dell’ex Unione Societica già entrate nella NATO.

Pensate che dal 1997 sono entrate nell’Alleanza Atlantica la Repubblica Ceca, la Bulgaria, l’Ungheria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, l’Albania, la Croazia, il Montenegro, la Macedonia del Nord: tutti paesi che facevano parte del blocco sovietico.

La vecchia cortina di ferro si è spostata sempre più ai confini con la Russia, fino quasi a stritolarla.

La “macchina da guerra” dei soliti media asserviti: state attenti alla realtà alterata a tavolino

Non sembra affatto migliorare la situazione sul fronte ucraino, anzi semmai è possibile pare peggiorare di ora in ora. Gli Stati Uniti e le loro colonie hanno già ampiamente messo in movimento la macchina di delegittimazione ulteriore della Russia di Putin, proponendo a piè sospinto la solita narrazione caricaturale fumettistica secondo cui da una parte vi è il cattivo e dall’altra vi sono i buoni. Ossia, naturalmente, gli Stati Uniti d’America forza del bene designata e le colonie al traino, tra cui l’Unione europea e la nostra Italia. Ebbene questa narrazione ha un solo obiettivo: rafforzare il fronte imperialista statunitense e delegittimare continuamente la Russia di Putin. Le colpe dell’Occidente, si sa, sono enormi.

La verità è che la Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americano-centrica e che non accetta l’invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato, come sta accadendo in Ucraina e come già avvenne in Georgia. Perché mai, del resto, la Russia di Putin dovrebbe accettare l’“atlantizzazione” dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Perché mai dovrebbe piegarsi all’“americanizzazione” integrale? (Continua a leggere dopo la foto)

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Stanno celebrando a piè sospinto Zelensky, fingendo di non sapere quello che in realtà è evidente e sotto gli occhi di tutti. Zelensky nasce come comico e comico è rimasto, non un politico. Fin dal 2014, quando ci fu il colpo di Stato para-nazista volto a portare l’Ucraina sotto l’egida dell’Unione Europea e della Nato, con il pieno sostegno dell’America e di Bruxelles che appoggiarono forze dichiaratamente naziste, Zelensky abbracciò quella visione delle cose. In sostanza, Zelensky sta sacrificando il suo popolo come uno scudo umano per gli interessi della Nato e della globalizzazione americanocentrica. Se davvero avesse a cuore il suo popolo eviterebbe di svendere l’Ucraina alla Nato e, invece, lo fa in nome di ragioni superiori legate alla geopolitica. Come ha detto bene Putin, vi sono bande naziste all’interno dell’Ucraina, appoggiate dal governo statunitense e dall’Unione Europea. Di questo i nostri giornali non parlano.

Aggiornamento 01/03/2022

L’Anpi scoperchia la vera causa della guerra in Ucraina: missili Nato arrivati sotto casa della Russia

Condannare realmente la guerra significa condannare le condizioni che alla guerra hanno portato, significa adoperarsi perché quelle condizioni non si diano e dunque affinché non possa realmente scaturire il conflitto. È quello che in altri termini ha ricordato in questi giorni anche una delle poche voci lucide in questo contesto: l’Anpi – Associazione nazionale partigiani italiani, la quale associazione Anpi ha chiaramente – come è giusto – condannato la guerra in Ucraina. Nondimeno ha mostrato come essa non scaturisca quasi fosse il gesto di uno psicopatico chiamato Vladimir Putin che la mattina si alza con la volontà di invadere l’Ucraina, narrazione dominante da parte dei monopolisti del discorso.

Contro questa narrazione fumettistica, caricaturale e di più manicomiale, l’Anpi ci ha ricordato una verità che forse i più tendono a non vedere o a rimuovere. La verità è che se si è giunti a questa sporca guerra, ciò dipende non da una scelta improvvisa o meditata di Vladimir Putin. Al contrario, questa guerra è l’esito ultimo di una situazione che si è prodotta già all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica. Per dirla con le parole stesse utilizzate nel comunicato ufficiale dell’Anpi, cito: “È l’ultimo drammatico atto di una sequenza di eventi innescata dal continuo allargamento della Nato ad est vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia”. Di queste parole si possono sottoscrivere anche le virgole. Quello che sta accadendo non è il gesto di un pazzo, Vladimir Putin, che decide di dichiarare guerra all’Ucraina. “È l’ultimo drammatico atto di una sequenza di eventi” che scaturiscono già all’indomani del crollo del muro di Berlino nel 1989.

Questo è l’esito ultimo, drammatico a cui fa riferimento l’Anpi nel suo comunicato. Un’aggressione aperta e sempre crescente della Nato ai danni della Russia ormai accerchiata, ormai con i missili e le basi Nato sotto casa. Una Russia che di fatto doveva essere riconosciuta nella sua indipendenza e che invece si è trovata con le basi Nato sotto il naso. (Continua a leggere dopo la foto)

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Fonte: https://www.anpi.it/articoli/2634/ucraina-torni-un-grande-movimento-per-la-pace

Sul sito dell’Associazione nazionale dei partigiani italiani si legge: “Il riconoscimento dell’indipendenza del Donbass da parte della Russia può portare il mondo a un passo dalla guerra ed è l’ultimo drammatico atto di una sequenza di eventi innescata dal continuo allargamento della Nato ad Est, vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia”. Per questo l’Anpi auspica una trattativa guidata dall’Onu per ottenere una serie di condizioni. Gli screenshot del documento ufficiale pubblicato da Anpi sono stati condivisi su Twitter da Luciano Capone. (Continua a leggere dopo la foto)

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La “macchina da guerra” dei soliti media asserviti: state attenti alla realtà alterata a tavolino

Non sembra affatto migliorare la situazione sul fronte ucraino, anzi semmai è possibile pare peggiorare di ora in ora. Gli Stati Uniti e le loro colonie hanno già ampiamente messo in movimento la macchina di delegittimazione ulteriore della Russia di Putin, proponendo a piè sospinto la solita narrazione caricaturale fumettistica secondo cui da una parte vi è il cattivo e dall’altra vi sono i buoni.

Ossia, naturalmente, gli Stati Uniti d’America forza del bene designata e le colonie al traino, tra cui l’Unione europea e la nostra Italia. Ebbene questa narrazione ha un solo obiettivo: rafforzare il fronte imperialista statunitense e delegittimare continuamente la Russia di Putin. Le colpe dell’Occidente, si sa, sono enormi. (Continua a leggere dopo la foto)

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La verità è che la Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americano-centrica e che non accetta l’invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato, come sta accadendo in Ucraina e come già avvenne in Georgia. Perché mai, del resto, la Russia di Putin dovrebbe accettare l’“atlantizzazione” dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Perché mai dovrebbe piegarsi all’“americanizzazione” integrale?

Stanno celebrando a piè sospinto Zelensky, fingendo di non sapere quello che in realtà è evidente e sotto gli occhi di tutti. Zelensky nasce come comico e comico è rimasto, non un politico. Fin dal 2014, quando ci fu il colpo di Stato para-nazista volto a portare l’Ucraina sotto l’egida dell’Unione Europea e della Nato, con il pieno sostegno dell’America e di Bruxelles che appoggiarono forze dichiaratamente naziste, Zelensky abbracciò quella visione delle cose.

In sostanza, Zelensky sta sacrificando il suo popolo come uno scudo umano per gli interessi della Nato e della globalizzazione americanocentrica. Se davvero avesse a cuore il suo popolo eviterebbe di svendere l’Ucraina alla Nato e, invece, lo fa in nome di ragioni superiori legate alla geopolitica. Come ha detto bene Putin, vi sono bande naziste all’interno dell’Ucraina, appoggiate dal governo statunitense e dall’Unione Europea. Di questo i nostri giornali non parlano.

Aggiornamento 02/03/2022

Soros svela il lato a stelle e strisce della guerra, l’intervista alla CNN che spiegò tutto sull’Ucraina

Partiamo dal 2014, quando viene deposto il presidente ucraino Janukovyč che stava stringendo accordi con Putin e che quindi nel bene o nel male avrebbe posto fine allo scontro tra Ucraina e Russia. Arriva un presidente filoeuropeista – potremmo dire filoamericano – che invece chiude ogni accordo con Mosca, aprendo invece agli accordi con l’Unione Europea. Ora, l’obiezione legittima che mi viene spesso sollevata è la seguente: “Non credi che un paese e soprattutto i suoi giovani aspirino a un modello di vita e ad un modello economico occidentale?”. Assolutamente sì. Tutto legittimo.

Anzi, io credo fermamente che la volontà di gran parte dei giovani ucraini sia di aspirare ad un modello diverso. Purtroppo però quella loro legittima aspirazione è stata completamente strumentalizzata per interessi sovranazionali da apparati americani per imporre un proprio fantoccio. I giovani ucraini a mio parere non vogliono finire nella morsa dei russi, ma non credo neanche che vogliano essere guidati da un fantoccio filoamericano che porta avanti interessi estranei al popolo ucraino. (Continua a leggere dopo la foto)

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Eppure l’ingerenza degli statunitensi in quei fatti del 2014 non è certo una teoria del complotto, essendo ormai tutto documentato.
Io non voglio usare la parole “golpe” come fanno molti dei miei colleghi, ma non intendo sminuire il ruolo genuino e concreto di una parte della piazza. Non ci sono dubbi – e lo dimostreremo coi dati ufficiali – che il nuovo Governo sia stato poi deciso unicamente dagli Stati Uniti e dai suoi partner, e la conseguente deriva filoatlantista intrapresa dall’Ucraina è stata completamente eterodiretta.

Pensate che il parlamento di Kiev dal 2014 ha approvato per la prima volta nella storia la nomina di cittadini stranieri nel Governo. Avete capito bene: come ministro delle Finanze hanno scelto la statunitense Jaresko, che era soltanto di origine ucraina, ma che è nata a Chicago e amministratore delegato di un fondo di investimenti. Le hanno concesso – pensate – la cittadinanza ucraina soltanto poche settimane prima che fosse nominata ministro, e non ha dovuto rinunciare neanche alla doppia cittadinanza americana.

Il Ministero dell’Economia è andato invece a un banchiere lituano, il quale ha ricoperto incarichi nel dipartimento di Stato americano. Ma la cosa più assurda è che la scelta dei candidati stranieri per il nuovo esecutivo ucraino è stata seguita da società straniere, in particolare la Fondazione Renaissance del miliardario speculatore americano George Soros, che come riportato da “Il Sole 24 Ore” avrebbe pagato 80mila dollari per sostenere le società coinvolte nella selezione dei membri del governo. Ritenete che questo sia accettabile? In pratica gli apparati americani hanno palesemente commissariato il governo ucraino, tutto questo sotto gli occhi di Putin.

Nell’articolo de Il Sole 24 Ore si legge addirittura che Soros avrebbe sfacciatamente confessato a Zakaria della CNN di aver contribuito a rovesciare il governo filorusso.

– “Una cosa che molti le riconoscono” domanda Zakaria a Soros “è l’aver finanziato gruppi e attività di dissidenti nell’est Europa, in Polonia e in Repubblica Ceca durante le rivoluzioni del 1989, avendo dunque un ruolo nella caduta del Muro di Berlino e nella fine della Guerra Fredda (e ovviamente nella dissoluzione dell’Unione Sovietica), poi” domanda il giornalista, “sta facendo la stessa cosa in Ucraina?“.
Soros risponde: “Ho una fondazione in Ucraina da prima che diventasse indipendente dalla Russia, questa fondazione è sempre stata in attività e ha giocato un ruolo determinante negli eventi di oggi“.

Ucraina, l’ordine da Washington è arrivato: l’Europa e l’Italia hanno deciso la via della guerra

Non sappiamo per ora se dalla situazione ucraina irrisolta scoppierà una nuova guerra mondiale. Auspichiamo che la forza della ragione riesca a prevalere su quelle della forza. Sappiamo nettamente che si stanno riproducendo le condizioni del mondo bipolare, del mondo diviso in due blocchi.

Da una parte l’Occidente atlantista, dall’altra l’Oriente filorusso. Peggio del mondo diviso in due blocchi precedente al 1989 poteva esserci solo ciò che è venuto dopo, ossia un mondo monopolare sotto le insegne dell’imperialismo a stelle e strisce, la globalizzazione. Per qualcuno la storia era finita, questa era l’analisi di . Mai analisi fu tanto fallace. Sappiamo non soltanto che la storia non è finita ma sta correndo sempre più veloce. (Continua a leggere dopo la foto)

via alla guerra

Putin dovrebbe ritirare immediatamente le truppe dall’Ucraina e bisognerebbe garantirgli che l’Ucraina non diventerà un satellite, una succursale della nato e di Washington che significherebbe essere letteralmente accerchiata in via definitiva. Al tempo stesso l’Unione Europea dovrebbe tenersi fuori da ogni guerra e la civiltà del dollaro dovrebbe far cessare ogni espansione della Nato verso Oriente riconoscendo dunque lo spazio della Russia.

Tutti quelli che condannano il gesto di Putin cosa dicono dell’Italia e dell’Unione europea che mandano soldati e armi al confine, promuovendo la guerra anziché cercare la pace? È curioso vedere le invettive di Enrico Letta che tuona contro la Russia e sembra spingere per una guerra dell’Italia e dell’Unione europea in funzione antirussa. Non dicevano che l’UE ci difendeva dalle guerre?

Spingere sul fronte i soldati e le armi senza che l’Ucraina neppure faccia parte della Nato, significa dichiarare guerra alla Russia. L’unione europea e l’Italia hanno perso una buona occasione per assumere il ruolo della parte giusta, quella di chi perora le ragioni della pace e cerca la soluzione con il logos, non con le armi.

L’Europa e l’Italia hanno invece scelto sciaguratamente di fare la parte della colonia di Washington, hanno scelto sciaguratamente le infami ragioni della guerra e di mandare armi, soldati al fronte. Peggio non si saprebbe potuto fare. L’Europa avrebbe dovuto richiamarsi alla propria storia, alle proprie radici, perorando la pace.

Non doveva l’Unione europea difenderci dalla guerra invece ancora una volta ci troviamo al cospetto della guerra e della sua potenza. Lo spettro della guerra si aggira per l’Europa e forse per il mondo intero.

Documento del 1991 ribalta la storia della guerra in Ucraina: Lo scoop di “Der Spiegel” prova la versione di Putin

Scoop del Der Spiegel mette in discussione la posizione della Nato sulla guerra in Ucraina. Attraverso un lavoro di archivio, l’importante giornale tedesco ha analizzato molti documenti desegretati a partire dal 2017. In un articolo dal titolo emblematico “Ha ragione Vladimir Putin?”, la testata teutonica ha rivelato un retroscena che apre un nuovo scenario sulle vicende della guerra in Ucraina.

Secondo i documenti analizzati dal Der Spiegel, il 6 marzo 1991 venne tenuto un fondamentale incontro tra i rappresentanti dei ministeri degli Esteri di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania sull’unificazione delle due Germanie, dopo la caduta del Muro di Berlino. Durante la discussione sarebbero emerse le richieste di alcuni paesi dell’Est Europa di entrare nella Nato, ma tali richieste sarebbero stato giudicate assolutamente «inaccettabili». (Continua a leggere dopo la foto)

der spiegel

Il Der Spiegel spiega inoltre come il rappresentante degli Stati Uniti, Raymond Seitz, avrebbe dichiarato in modo netto: «Abbiamo promesso ufficialmente all’Unione sovietica che non intendiamo sfruttare sul piano strategico il ritiro delle truppe sovietiche dall’Europa centro-orientale e che la Nato non dovrà espandersi al di là dei confini della nuova Germania né formalmente né informalmente».

Promessa non mantenuta dalla Nato che negli ultimi trent’anni ha esteso la sua influenza sui paesi dell’ex Patto di Varsavia. Per Di Giovambattista è fondamentale raggiungere la pace e la necessità di un accordo tra le parti per salvaguardare il popolo ucraino ma allo stesso tempo l’Italia non può essere coinvolta in un conflitto bellico su vasta scala inviando aiuti militari e armi a Kiev.

L’origine oscurata della guerra: i giochi stravolti da un’insurrezione ucraina pilotata da apparati Usa

Cominciamo con una doverosa premessa: la guerra va condannata sempre e la guerra non è mai giustificabile. Che questo sia chiaro. Però condannare semplicemente la guerra non basta più, perché si condanna qualcosa che sta già avvenendo. Noi invece dobbiamo imparare a condannare le cause che quella guerra l’hanno indotta, per fare in modo che non si ripetano mai più in futuro. Invece questo nei media italiani non lo sta facendo assolutamente nessuno. Si punta il dito contro quelli che sono i responsabili ufficiali, i responsabili visibili, ma non si vanno ad indagare le cause. Quindi chi e che cosa ha spinto Putin a fare quel gesto che noi continuiamo ovviamente a ritenere folle e a prenderne le distanze.

Nel 2014 in Ucraina è stato rovesciato un governo filo-russo del presidente Yanukovich che stava stringendo accordi con la Russia, quindi che avrebbe posto fine al conflitto Ucraina-Russia. Quel presidente Yanukovich è stato deposto ufficialmente da una rivolta di piazza, ma ufficiosamente quella rivolta di piazza è stata interamente pilotata da apparati americani. E la cosa ancora più assurda, più grave è che quegli apparati americani hanno messo completamente le mani sul nuovo Governo. Un Governo filo-americano, filo-europeista, tutto eterodiretto dagli Stati Uniti. (Continua a leggere dopo la foto)

putin rivolta russia piazza maidan ucraina

Come si può pensare che Putin rimanesse lì a guardare mentre il suo vicino di casa creava un Governo eterodiretto dai suoi maggiori nemici, che aspiravano poi ad armare l’Ucraina e a farla entrare in futuro nella Nato. Ma la cosa più assurda è che la scelta dei candidati stranieri per il nuovo esecutivo ucraino è stata seguita da società straniere, in particolare la Fondazione Renaissance del miliardario speculatore americano George Soros, che come riportato da “Il Sole 24 Ore” avrebbe pagato 80mila dollari per sostenere le società coinvolte nella selezione dei membri del governo.

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