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USPL Caltanissetta in prima linea – Il blocco dei camionisti si allarga: a rischio benzina e alimentari.

blocco tir sicilia
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Caltanissetta in prima linea nel blocco dei camionisti con USPL. Dopo il fallimento del vertice con il governo, molte associazioni di categoria, di cui in prima fila ci siamo noi di USPL Unione Sindacale Per La Libertà, stanno pianificando il blocco dei servizi di trasporto, secondo le forme previste dalla legge a partire da Caltanissetta. Trasportatori in agitazione in tutta Italia, furgoni, camion, tir e anche trattori agricoli fermi.

“Non è il momento di forme di lotta divisive e dannose, ma è il momento di unirsi per spingere il Governo a non rimanere a guardare e a intervenire per risolvere una emergenza, quella del caro-benzina, che costa 400 euro annui a famiglia solo per i maggiori costi di rifornimento e quella di abolire il green pass che sta facendo chiudere migliaia di attività in Italia, oltre a imporre un atto discriminatorio e di vessazione continuo”, conclude il Presidente di USPL Unione Sindacale Per La Libertà Giadone Giuseppe Adriano.

Ad Agrigento abbiamo bloccato tutto. (Continua a leggere dopo il video)

(Nel video il blocco di Agrigento)

La protesta divampa soprattutto al Sud, da dove è partita, ma anche il Porto San Vitale di Ravenna è bloccato dai camionisti contro il caro gasolio. Per domani è prevista una raffica di scioperi in tutta Italia che coinvolgerà anche il traffico pubblico locale. (Continua a leggere dopo la foto)

catania blocco

La protesta contro il caro carburanti corre sui Tir, anzi si blocca ai bordi delle strade. Divampa in tutta Italia la preoccupazione degli addetti alla logistica. Il bollettino delle proteste e manifestazioni in corso si allunga ora dopo ora e coinvolge l’intera penisola, da Sud a Nord, lungo quella direttrice che quotidianamente vede impegnati i trasporti con furgoni, camion, tir.

Il governo sul caro energia

Il ministro dell’Economia Franco ha detto che il governo è pronto a rivedere il Pnrr in base all’impatto dell’aumento dei costi dell’energia sulla crescita. Oggi è prevista una informativa del ministro della Transizione ecologica Cingolani in aula alla Camera.

Ieri caos al Sud a Caltanissetta e un accoltellamento

Tir, furgoni e persino trattori fermi agli ingressi e sulle autostrade, ma nessuna grande sigla sugli striscioni. È la contestazione partita dalla ‘base’ del mondo degli autotrasporti del Sud Italia, organizzata tra social e gruppi in chat, che ha portato i manifestanti a bloccare diverse arterie del Paese, da Ravenna a Caltanissetta, contro l’aumento del prezzo dei carburanti. Non sono mancati i momenti di tensione, con un camionista accoltellato da un automobilista, per fortuna non gravemente. (Continua a leggere dopo la foto)

tir autotrasportatori.jpg

Un preoccupante episodio si è verificato nel Foggiano, dove un camionista che stava protestando sulla statale 16 è stato accoltellato da un automobilista, per fortuna in modo non grave: alla vista dei manifestanti, l’aggressore non aveva rallentato, rischiando di investirli. A quel punto è sceso dall’auto e con un coltello ha ferito uno dei presenti.

Dal sit-in nei pressi degli svincoli dell’A2 di Gioia Tauro e di Rosarno fino alla sfilata dei camionisti sul tracciato casertano dell’A1 o le strade statali pugliesi di Lecce e Taranto, sono stati diversi i blocchi mobili imposti e poi rimossi, ma che hanno comunque causato rallentamenti e disagi al traffico. Nel Lazio, al mercato ortofrutticolo di Fondi, si è svolto un sit-in ma non c’è stato alcun blocco. Nel Barese, invece, i camionisti sono al secondo giorno di protesta sulla statale 96 e nella zona industriale di Altamura. La protesta, è stato annunciato, porterà i tir-lumaca venerdì alle porte di Bari.

Le iniziative però non si limitano al Mezzogiorno: il Porto San Vitale di Ravenna è bloccato dai camionisti contro il caro-gasolio e anche contro il Green pass. Il sit-in, è stato spiegato, ha fatto seguito alle mobilitazioni in corso anche in altre parti del Paese, come a Palermo e Caltanissetta. Anche se in generale si tratta di iniziative pacifiche, secondo gli stessi manifestanti la contestazione, partita dalla ‘base’ della categoria con molti autisti al servizio di microimprese soprattutto nel mondo dell’ortofrutta, potrebbe alzarsi di livello fino al blocco della fornitura di beni e servizi in tutto il Paese.

E se Assoutenti avverte sul rischio di eventuali “danni per produttori e consumatori”, il presidente di Fiesa Confesercenti, Daniele Erasmi, prevede “difficoltà produttive delle imprese della filiera alimentare a partire dal sud, forte vocazione agricola. Ciò potrebbe ripercuotersi sulle filiere di grano, pane e pasta: segnaliamo già in provincia di Foggia difficoltà in ordine ai prodotti da forno”.

Il blocco dei camionisti si allarga: a rischio benzina e alimentari

Adesso la protesta e il blocco degli autotrasportatori in Sicilia inizia a fare paura sul serio.

Ieri sera è arrivata dall’Unatras la comunicazione che l’incontro con il viceministro Bellanova si era concluso con un nulla di fatto. Molte associazioni di categoria per muoversi aspettavano l’esito di questa trattativa. E si erano astenute dalla protesta. Adesso pianificheranno anche loro il fermo dei servizi di trasporto, secondo le forme previste dalla legge. Ieri i disagi maggiori si sono verificati a Catania. Gli autotrasportatori dell’Aias si sono concentrati nei pressi del casello di San Gregorio della A18. Creando un imbuto che ha provocato incolonnamenti e lunghe attese in entrata e uscita. Ma i disagi non si sono avvertiti solo a Catania. Le notizie di ieri parlavano anche di blocchi spontanei in ogni angolo della Sicilia. E dopo la risposta negativa del governo, questi blocchi rischiano di allargarsi a macchia d’olio. Con conseguenze che possono essere gravi e imprevedibili. Si può bloccare tutto, dai rifornimenti dei distributori di benzina alle consegne di prodotti alimentari, lasciando a secco le pompe e vuoti gli scaffali dei supermercati.

LE RICHIESTE DEGLI AUTOTRASPORTATORI E GLI APPELLI ALLA MODERAZIONE

Le richieste degli autotrasportatori si possono essere sintetizzate in quattro punti.

Taglio dei costi dei trasporti sostenuti dalle imprese sulle autostrade del mare, eliminazione ed abolizione del green pass, aumento del credito d’imposta sul carburante per gli autotrasportatori e l’aumento del tetto massimo di ore-guida giornaliere.

È così che in poche ore, già prima di pranzo, vari blocchi stradali dei tir si erano manifestati a Termini Imerese, Avola, Siracusa, Licata, Gela, allo svincolo di San Gregorio a Catania e a Tremestieri e Caltanissetta.

Tir fermi in Sicilia, primi scaffali vuoti e merce in deperimento. Regione in pressing sul governo Draghi: “Serve un intervento risolutivo, sì ad aiuti economici nel decreto Energia”. Nell’ultimo anno rincari del 20,7% sul gasolio.

Stamattina l’assessore regionale ai Trasporti, a margine del tavolo convocato al PalaRegione di Catania con le rappresentanze degli autotrasportatori siciliani, entrati in sciopero da due giorni, ha ribadito “l’urgenza di un intervento risolutivo del governo Draghi riguardo la vertenza degli autotrasportatori siciliani. La Regione rimane al loro fianco, sposando anche le istanze di tutta la filiera dei produttori e dei committenti, piegati dall’aumento dei prezzi e dai disagi dovuti ai blocchi che si stanno estendendo a tutto il Sud Italia. Abbiamo riunito la categoria a Catania per approfondirne ancora le ragioni e per formulare un ulteriore appello per una scelta di responsabilità che possa mitigare la protesta”.

“E’ vitale, per tutti, non gravare di ulteriori costi i cittadini, le famiglie, le imprese. Ben venga l’ipotesi, emersa nel corso delle nostre interlocuzioni con il viceministro Teresa Bellanova, su cui confidiamo il governo dia seguito, di un aiuto economico per gli autotrasportatori da inserire nel decreto Energia. Il governo Musumeci, per altro verso, conferma i 10 milioni di contributo che verranno erogati a imprese e lavoratori autonomi, a partire da aprile, per contenere le spese di attraversamento dello Stretto di Messina”.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha spiegato agli autotrasportatori di aver chiesto un incontro con il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini: “La Regione ha fatto quello che poteva fare, ma il governo centrale è latitante, nei confronti degli autotrasportatori italiani, non soltanto siciliani. Crediamo che la loro rivendicazione sia più che legittima. Non appena ci sarà concesso andremo con l’assessore Falcone e una delegazione di autotrasportatori e cercheremo di fare valere le nostre ragioni, speriamo che il governo si convinca che questa gente non è qui per giocare. E questi costi vanno compensati a sostegno delle categorie più sensibili. La mobilità delle merci è essenziale se non si vuole bloccare l’economia di un Paese”

Proseguirà a oltranza la trattativa con il governo per trovare soluzioni concrete al rincaro dei carburanti che sta mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto. Dopo l’incontro di ieri al ministero delle Infrastrutture che si è concluso senza i risultati sperati, Confartigianato insiste sul dialogo e “no” a proteste estreme. “Continueremo a cercare, anche con la nostra categoria nazionale – dice Salvatore Di Piazza, presidente regionale dell’Autotrasporto di Confartigianato Sicilia – un confronto con le istituzioni, tenendo aperto il dialogo con le imprese per trovare le soluzioni necessarie. Le imprese dell’autotrasporto sono state investite negli ultimi tempi da un ciclone spaventoso. Dall’aumento dei carburanti in testa su tutto, all’aumento dell’ad-blue, al costo dei pneumatici. Senza considerare le pesanti ricadute dovute al caro energia, ai costi delle autostrade e degli imbarchi”. (Continua a leggere dopo la foto)

falcone tavolo con autotrasportatori

In Sicilia sono quasi 6.500 le imprese del trasporto merci, di cui il 43% sono artigiane. Il maggior numero si trovano nella provincia di Catania (con 1.926 aziende) e Palermo (con 1.124). Nell’arco dell’ultimo anno, il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione è rincarato del 20,7%, con un impatto di maggiori costi, a livello nazionale, pari a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci. Una batosta che si scarica interamente sui margini di profitto e sul valore aggiunto aziendale, considerato che i prezzi alla produzione nel trasporto merci, al terzo trimestre 2021, sono in calo dell’1,2% rispetto ad un anno prima. “Non escludiamo che potrà essere necessario spegnere i motori piuttosto che continuare a lavorare in perdita”, aggiunge Di Piazza.

Sulla protesta degli autotrasportatori interviene anche Assoutenti: “Il caro benzina – spiega il presidente Furio Truzzi – è un dramma che riguarda tutti, a partire dai consumatori che pagano due volte i rincari dei listini alla pompa, prima attraverso i costi di rifornimento di carburante, poi con i prezzi al dettaglio che salgono per effetto dei maggiori costi di trasporto. La protesta degli autotrasportatori, giusta nelle intenzioni, finisce tuttavia per danneggiare sia i produttori, sia i consumatori, portando ad un ulteriore incremento dei prezzi a causa della riduzione dei prodotti che non arriveranno in questi giorni nei negozi e nei supermercati”.


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